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Nell’introduzione a «La verità della poesia» di Paul Celan (Enaudi, 2008) Giuseppe Bevilacqua sottolinea che i testi sono lo specchio del dettato celiano sia “per la prova poetologica sia per quella narrativa”. Nel libro troviamo di Celan il celebre discorso Der Meridian (Il meridiano) insieme a risposte a questionari, prose poetiche come “Controluce”, delle note introduttive sia alla traduzione tedesca di Blok (I dodici) sia per una scelta di poesia di Mandel’stam, troviamo anche delle lettere. Paul Celan descrive che cosa è la poesia in occasione del conferimento del premio Būchner a questo proposito conosciamo tutti il discorso di Darmstad e sappiamo che non è un intervento retorico, non è un’apologia, né un processo consolatorio: tutt’al più oserei dire che il Meridiano è una confessione d’amore ma anche un metodo, un paradigma. Sappiamo che Celan avrebbe voluto rifiutare il premio ma alla fine forse ne comprese lo spirito e probabilmente ne individuò i punti fondamentali per cui il discorso oggi trova la sua amplificazione. “L’arte è qualcosa che accade” qualcosa che Celan ricerca nelle opere di Büchner che rende vive come pubblico; che rilegge in uno squarcio spazio-temporale dove i personaggi di Büchner come Camille e Felice sembrano ricrearsi. Il meccanismo per cui i romanzi possono quindi vivere è una condizione “poetica” che unisce arte-poesia-vita. Questo concetto rappresentativo della “presenza” della poesia tuttavia non è analogo al processo teatrale, forse è più appropriato dire che la tragicità che rende solenne tutto il discorso di Celan è mossa dalla sua riflessione etico-politica. La trattazione continua non mancando di citare poeti come Mallarmé proprio quando si chiede al pubblico «E Poesia? Poesia, che alla fin fine è tenuta a percorrere il cammino dell’Arte? Ma allora qui veramente ci troveremmo avviati all’automa e al volto di Medusa»… Il volto di Medusa? É questa una poesia capace ad avvertire le tendenze dell’arte ed ad esserne la direttiva, nel dire celaniano così imprevedibile e avvolgente? La poesia vuole la libertà così come sottolinea anche Derrida nei suoi scritti su Celan. La presunta continua ricerca quindi, «in vista del luogo della Poesia, del suo farsi libera, del passo in avanti» riporta probabilmente alla libertà dell’anti-parola quando non è semplicemente una libertà del linguaggio (anche se Celan era fortemente influenzato dal pensiero di Wittgenstein) ma è anche e sopratutto nella resistenza che si radica un socialismo anarchico. Forse in questo la poesia per Celan può liberarsi della sua oscurità e può ricondurre il poeta alla maestà dell’anti-parola, del meridiano anche in una lettura assoluta della poesia. Cosa si fa per liberare la poesia da quel suo volto di Medusa: Kunst Poesie perché l’interlocutore della poesia sono gli «estranei» o è anche un «tutt’altro» che diventa «altro» e può parlare per conto di terzi. L’incontro può avvenire con una svolta del respiro, dopo una lunga pausa sottesa all’oscurità della poesia. L’incontro con quell’altro che prima era «tutt’altro» e che di fatto sta nascosto nella struttura del poema. Il poema si colloca nel mistero dell’incontro: un mistero che si struttura in dettagli acuti come “palpiti” e “allusioni”. La luce dell’Utopia è quel passaggio che resta nella presenza, dove la presenza è consapevole e passa quel punto del poema, quello del tempo che tuttavia non esiste. Il Meridiano è uno degli scritti più rivoluzionari e avvolgenti che abbia fino ad ora letto: la poesia è l’unica maestra capace a restituire «tutti questi luoghi introvabili» nell’utopia dell’incontro.

Sabatina Napolitano

Sabatina Napolitano
News Reporter
Sabatina Napolitano è nata nel 1989, poeta, freelance, scrittrice, critica. Sue poesie sono pubblicate nella rubrica di Silvia Castellani; su «Poetarum Silva»; nell’antologia «Secondo repertorio di poesia italiana contemporanea» di Arcipelago itaca; nel blog «Poesia ultracontemporanea» di Sonia Caporossi; su «Neobar», «Bibbia d’Asfalto», «Irisnews», «La poesia e lo Spirito», «Poesiadelnostrotempo», «Nazione Indiana». Ha collaborato con «Oubliette Magazine», e «Satisfiction». Nel 2019 pubblica «Scritto d’autunno» per Edizioni Ensemble. È nella giuria del premio Nabokov ed è redattrice del giornaleletterario.it.
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