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Come sapete io ho già scelto i nomi dei miei figli, qualora li avessi: Alessandro e Teresa come dico da almeno sei anni non solo ai miei amici ma alla letteratura. Siccome sono devota a Santa Teresa d’Avila più o meno da quando avevo quindici anni ecco due testi. (Anche la Spaziani nomina la Santa nei suoi testi, così come dedica poesie a Padre Pio, condivido dei versi da “Politche, Italia ’92 – ’93, I fasti dell’ortica, Mondadori).

Si domandava, Teresa d’Avila

tra quelle suore esauste per la fame,

se il denaro, «la cosa indispensabile»,

fosse «materia» o «spirito».

*

A mio figlio Alessandro


La felicità è: avere un figlio o una figlia.
Essere la sposa ufficiale anche se geniale
e un po’ maniacale.
La felicità è: firmarsi senza avere paura,
poter guardare a un pendio roccioso
arrivare alle volte in ritardo
rispetto ai miracoli della luce.
Sapere che tu sei quell’amico
illuminato dalla stessa giustizia del figlio.
Avere l’eredità degli amori migliori
sapere i tuoi messaggi anche fuori da ogni tempo.
Solo questo è l’istinto di un amore materno
associare a me ogni atto, in questa isola
bellissima e persa che siamo.
Quando avrai sedici anni,
nessuna mia scala guarderà l’ombra delle cose,
sicura che troverai dio in tutte le cose.
Per questo il mio nome è conosciuto
in ogni tuo luogo, non c’è oriente
né scienza che conservi una magia
inconciliabile a me.

*

I poeti alessandrini


La poesia è ingenua.
Qui tutto è un rapporto di forza
e di potere politico.
Ovunque troverai distruttività,
persone che tenderanno a sabotarti.
L’unico istinto che resta è quello
di dominare il mondo.
Nel nostro cervello, nei nervi
l’universo degli altri poeti è estraneo:
il noi è a volte rapace.
Ti fai spazio tra le mie interiorità
dove inghiotti valigie e sciogli cere,
smacchi nostalgie e diventi ogni nuovo
sconosciuto: troveremo quindi
negli anni a venire tutti quelli che vincono.
Saffo, Anacreonte, Alcmane, fate passare
per la vostra mano i secoli,
il tempo non è affetto da mutismo,
siamo cani fedeli,
anche io, come gli altri, lo sono.
Non ho solo tre secoli prima di me,
e voi non avrete solo questo.
Ci dimenticheremo delle voci e dei prati,
non dimenticheremo i tuoi capelli,
quando mi stenderò come oggi
quando ti incontrerò nella nostra stanza ancora
per sussurrare i sì, per raccontarti gli oggi,
per baciarti di desiderio gli occhi
senza essere mai vecchia o santa
resistendo ad ogni anniversario
senza alcuna paura.

Sabatina Napolitano

Sabatina Napolitano
News Reporter
Sabatina Napolitano è nata nel 1989, poeta, freelance, scrittrice, critica. Sue poesie sono pubblicate nella rubrica di Silvia Castellani; su «Poetarum Silva»; nell’antologia «Secondo repertorio di poesia italiana contemporanea» di Arcipelago itaca; nel blog «Poesia ultracontemporanea» di Sonia Caporossi; su «Neobar», «Bibbia d’Asfalto», «Irisnews», «La poesia e lo Spirito», «Poesiadelnostrotempo», «Nazione Indiana». Ha collaborato con «Oubliette Magazine», e «Satisfiction». Nel 2019 pubblica «Scritto d’autunno» per Edizioni Ensemble. https://it.wikipedia.org/wiki/Sabatina_Napolitano

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