La biblioteca di Parigi

La biblioteca di Parigi

Novembre 13, 2022

“Riesco sempre a trovare tra gli scaffali un angolo che posso definire mio, per leggere e sognare. Voglio assicurarmi che tutti abbiano questa possibilità, soprattutto le persone che si sentono diverse e che hanno bisogno di un posto in cui sentirsi a casa.”
Non mi convincono mai i “casi editoriali”, ma Odile mi ha tenuto incollato ogni singola pagina, persino i ringraziamenti della scrittrice e la sua intervista. Ho letto la storia vera dei personaggi, di questa libreria che ha tenuto aperto durante la seconda guerra mondiale contro tutto e tutti, era il loro modo di fare resistenza. Credevano nell’importanza dello spirito comunitario e nella capacità dei libri di unire e creare ponti; chi legge romanzi è più empatico, perché riesce a mettersi “nella pelle” degli altri, come dicono i francesi.

“Un’amica mi ha detto che, secondo lei, alla gente che legge storie ambientate durante la seconda guerra mondiale piace chiedersi cosa avrebbe fatto in quelle circostanze. Penso che una domanda migliore da porsi sia cosa possiamo fare ora per garantire che le biblioteche e l’apprendimento siano accessibili a tutti e che le persone siano trattate con dignità e compassione”, dall’intervista all’autrice Janet Skeslien Charles.

4321

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Novembre 10, 2022

“Se un libro poteva essere questo, se un romanzo poteva fare questo al tuo cuore, alla tua mente e ai tuoi sentimenti più profondi sul mondo”.
Archie Ferguson mi mancherai, chiunque tu sia. 939 pagine; quattro libri, quattro versioni, quattro destini.
Un capolavoro della letteratura contemporanea, di quel genio di Paul Auster.

Shakespeare and Company

Shakespeare and Company

Novembre 7, 2022

“Udii una vociona profonda gridare “Sylvia!” e tutti nella strada ripresero il grido. “È Hemingway! È Hemingway!” gridò Adrienne. Volai giù per le scale, finii addosso a Hemingway che mi tirò su prendendomi sotto le ascelle, mi fece girare in aria e mi baciò fra gli applausi della gente per strada e alle finestre.” Shakespeare and Company, il nome della libreria che l’americana Sylvia Beach aprì sulla rive gauche parigina nel 1919, una libreria americana a Parigi. Erano gli anni del proibizionismo americano e la vita a Parigi era facile.
Shakespeare and Company divenne un rifugio per tutti gli scrittori residenti lì o di passaggio, ma soprattutto è famosa per la sua pubblicazione dell’Ulysses di James Joyce. Sylvia Beach si improvvisò editrice, riconoscendo il valore dell’opera, nonostante all’epoca venisse considerata scandalosa.
Questa donna minuta, sportiva e naturalmente elegante, apparentemente fragile e invece dotata di una volontà e determinazione inflessibili, realizzò quella che sembrava a tutti un’impresa.
Mi sono innamorato di Shakespeare and Company, e della sua proprietaria. Mi mancherà, non capita tutti i giorni di vivere 266 pagine di vita parigina, all’interno di una bellissima libreria, in compagnia di scrittori, che abbiamo studiato sui libri di scuola, e insieme a lei, Sylvia Beach!

Il racconto dell’ancella

Il racconto dell’ancella

Novembre 4, 2022

“Nolite te bastardes carborundorum” (non lasciare che i bastardi ti schiaccino).
Un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti ormai sono uno Stato totalitario basato sul controllo del corpo femminile. Un regime fondato sullo sfruttamento delle cosiddette “ancelle”, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Un romanzo distopico basato sulla sottomissione della donna, sulla perdita di qualsiasi tipo di personalità o indipendenza ridotta a un semplice “forno” per procreare.
Era da quando avevo letto Fahrenheit 451, che un libro non mi lasciava addosso questo senso di…inquietudine. Non vedo l’ora di leggere il seguito!

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