LA REGINA DISADORNA di Maurizio Maggiani

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Nella Genova di inizio ‘900 la giovanissima Sascia è orfana di madre, abbandonata dal padre e dai fratelli che se ne sono andati di casa per cercare fortuna altrove. Ogni tanto qualcuno di loro passa per lasciarle qualche soldo, di cui peraltro lei non avrebbe neppure bisogno, dal momento che riesce a mantenersi con il lavoro di preparatrice della polvere di zafferano. Sa affrontare da sola le difficoltà quotidiane. Questa di Maggiani può apparentemente sembrare, fermandosi alla superficie, una storia strappalacrime in stile romanzo d’appendice. Invece, sin dai primi capitoli, si sente aleggiare uno spirito ribelle e anticonformista che nulla ha in comune con un intreccio intriso di facili sentimentalismi.
“Con massima discrezione Sascia compirà altre grandi scoperte nel ramo anonimo dello zafferano. Osserva, pensa, prova e riprova. Impara a usarlo come tintura e si applica nella pittura. Tinge le stoffe per sé e ci cuce ogni genere di indumento nei toni di giallo e giallino. Indossa quelle cose e se ne fa un vanto, come se fossero una divisa di gala. […] E’ un colore che dà luce ai vicoli, che mette di buon umore chi lo guarda passare; […] E Giggi batte il pugno, dice “Brava!”, incassa e paga.”
Si tratta solo dell’inizio della storia di Sascia. Bisogna proseguire la lettura e seguire l’andatura della ragazza lungo gli stretti vicoli e le piazzette non distanti dal mare di Genova. Solo in questo modo si può entrare, con lentezza, a piccoli passi, dentro alle vicende che formano la fisionomia dell’esistenza di una donna libera e fragile, indipendente e legata alle passioni, che rappresenta l’affascinante protagonista di questo romanzo. Il viaggio per mare, con le sue incognite e le sue promesse, è il fulcro attorno a cui si muovono i pensieri e le azioni dei vari personaggi.
Una storia per nulla scontata, nata dalla penna di uno scrittore che sa “maneggiare” le parole con rara sapienza letteraria.
News Reporter
Docente di Lettere a Forlì, ha pubblicato articoli e racconti su riviste online. Alcuni suoi testi, in prosa e in versi, sono stati segnalati in concorso letterari nazionali e pubblicati in antologie cartacee. Nel 2022 ha pubblicato il romanzo “La tentazione della scrittura. Memorie dall’Appennino”, Calamaro Edizioni, Finalista al Premio Nabokov 2023, Menzione Speciale del Premio Letterario Nazionale Ipazia 2024, diploma d’onore con menzione d’encomio nell’ottava edizione del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti”. Da febbraio 2024 collabora con Il Giornale Letterario del Premio Nabokov. A settembre 2024 ha pubblicato la silloge poetica “Sulle soglie del nulla”, Tempo al Libro, Segnalazione particolare della Giuria del Premio Letterario La Ginestra di Firenze 2025 e Menzione d’Onore nella VII Edizione del Premio letterario Internazionale Penne Festival delle Arti. A Ottobre 2025 ha pubblicato il romanzo “L’anima della casa azzurra”, Tempo al Libro.
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