“Con massima discrezione Sascia compirà altre grandi scoperte nel ramo anonimo dello zafferano. Osserva, pensa, prova e riprova. Impara a usarlo come tintura e si applica nella pittura. Tinge le stoffe per sé e ci cuce ogni genere di indumento nei toni di giallo e giallino. Indossa quelle cose e se ne fa un vanto, come se fossero una divisa di gala. […] E’ un colore che dà luce ai vicoli, che mette di buon umore chi lo guarda passare; […] E Giggi batte il pugno, dice “Brava!”, incassa e paga.”
Si tratta solo dell’inizio della storia di Sascia. Bisogna proseguire la lettura e seguire l’andatura della ragazza lungo gli stretti vicoli e le piazzette non distanti dal mare di Genova. Solo in questo modo si può entrare, con lentezza, a piccoli passi, dentro alle vicende che formano la fisionomia dell’esistenza di una donna libera e fragile, indipendente e legata alle passioni, che rappresenta l’affascinante protagonista di questo romanzo. Il viaggio per mare, con le sue incognite e le sue promesse, è il fulcro attorno a cui si muovono i pensieri e le azioni dei vari personaggi.
Una storia per nulla scontata, nata dalla penna di uno scrittore che sa “maneggiare” le parole con rara sapienza letteraria.
