Leggere le poesie di Valentina Lucchi è ogni volta un viaggio fatto di luce, un intreccio di armonie cromatiche e sonore. La sua parola poetica apre a una dimensione altra, in cui lo sguardo verso il mondo è impregnato di speranza e amore per la vita.
I versi della lirica “Bucato” possono essere presi come archetipo dell’ispirazione che ha guidato l’autrice nella creazione della silloge.
“In autonomia i pensieri
appendono gente
al filo del nostro respiro
Leggere bandiere bianche
dal profumo di bucato
Stoffe colorate
per dipingere paesaggi
[…]
Cari abiti strappati da ricucire
inzuppati sotto pioggia salata
peseranno sul nostro petto
[…]
Filo teso del violino
pizzicato di consapevolezza
dolcemente o a balzelli
procederà senza il nostro permesso
insegnandoci a vivere
[…]
nell’apnea del mondo scontato”
Le sinestesie, le metafore, le immagini con cui Lucchi dà respiro ai suoi sentimenti, pensieri, emozioni ricamano una trama di introspezione che spinge il lettore a immergersi sempre più dentro alla profondità delle centotrentadue composizioni di quest’opera, caratterizzata da una potente voce evocativa.
