Recensione del saggio La diplomazia dell’arroganza. Potenze e sistema internazionale nel XXI secolo

Ho appena terminato La diplomazia dell’arroganza. Potenze e sistema internazionale nel XXI secolo (ed. l’Ornitorinco, 2023), di Luigi Troiani, che insegna Relazioni Internazionali e Storia e Politiche UE all’Angelicum di Roma. Devo dire che è stata una lettura davvero molto intensa e istruttiva.
Si tratta di un’opera ampia e molto dettagliata, quasi ‘monumentale’, che richiede certamente tempo e attenzione, ma che offre al lettore una visione profonda delle trasformazioni che stanno caratterizzando il sistema internazionale contemporaneo. Da sempre appassionato di Storia delle Relazioni Internazionali, ho apprezzato in modo particolare la capacità dell’autore di intrecciare la prospettiva storica con l’analisi geopolitica del presente.
Troiani riesce infatti con la sua competenza a mettere bene in luce i mutamenti degli equilibri di potere nel XXI secolo: analizzando il ruolo delle grandi potenze, la crisi del multilateralismo e la crescente affermazione di forme di politica internazionale sempre più segnate da assertività, unilateralismo e, appunto, “arroganza” diplomatica.
La parte che mi ha colpito di più è stata sicuramente quella dedicata al rapporto tra Stati Uniti e Cina. L’autore analizza con grande lucidità la competizione strategica tra le due potenze, mettendo in evidenza non solo la dimensione economica e militare, ma anche quella diplomatica e ideologica, che sembra ridefinire l’intero ordine internazionale del XXI secolo.
Mi ha molto interessato anche la riflessione sulle vicende legate all’Unione Europea, in particolare sulle difficoltà dell’UE nel trovare una voce comune nelle grandi questioni internazionali. Ho trovato questa parte molto stimolante, perché offre spunti utili per comprendere le sfide politiche e diplomatiche che l’Europa si trova oggi ad affrontare.
Un altro aspetto che ho apprezzato molto è la riflessione sulla crisi del multilateralismo. Il lavoro offre spunti molto efficaci per comprendere come le organizzazioni internazionali e i meccanismi di cooperazione tra Stati stiano vivendo una fase complessa, spesso messi in discussione dagli interessi e dalle strategie, appunto, delle grandi potenze. Lo studio mostra infatti con molta chiarezza come le istituzioni sono spesso schiacciate dalla crescente tendenza, di questi Stati egemoni, ad agire secondo logiche di interesse nazionale e di forza.
Nonostante la lunghezza, non ho mai avuto la sensazione di leggere qualcosa di sterile, anche se talvolta di inevitabilmente tecnico, questo si. Così ho trovato sicuramente il testo molto stimolante e capace di far riflettere sul presente e sul futuro delle relazioni internazionali. L’unico piccolo appunto che mi sento di fare riguarda forse l’eccessiva abbondanza di dettagli in alcuni capitoli, che in certi momenti ha rallentato il ritmo della mia lettura. Pur comprendendone il grande valore sul piano scientifico e analitico.
È un libro che richiede fatica e tempo, quindi, ma ripaga pienamente il lettore concentrato, offrendo davvero numerosi spunti di riflessione sul presente e sul futuro. Lo consiglio in particolare a studiosi e studenti appassionati di storia e politica internazionali, e attenti all’evoluzione degli equilibri globali.
