“Un pugno di storie belle” di Mario Eleno, i racconti in forma di poesia di un fuorilegge (di Filippo Campora)

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Dal 30 aprile in pre-uscita sul catalogo di Controluna – Edizioni di Poesia – il nuovo libro di Mario Eleno, UN PUGNO DI STORIE BELLE (in copertina uno scatto del fotografo Bruno Ciniglia).

“Quelle di questo libro sono poesie che raccontano i sentimenti assurdi e l’amore fitto di chi mette la propria pelle sul tavolo della vita”, racconta Eleno (Premio De André, Premio Spoleto Calling, Premio Mille Parole per una foto, Premio Ubik Ostia, diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e finalista nel 2024 al Fellini Film Festival). “Tipi estremi attraversano la mia voce, i loro corpi non hanno difese, il lupo dell’amore entra e gli azzanna il cuore. Si danno meravigliosamente. Un pugno di storie belle che per delicatezza fa male, intenerisce, mette alle corde con dubbi, domande, finta un jab e fa divertire. È il mio quarto libro, se si considera il romanzo d’esordio TABACCHERIA, poi IL MIO SOLO TORMENTO che ho tradotto e curato per la Fandango, e VERSO LE STRADE FEROCI che è l’altra mia silloge poetica. UN PUGNO DI STORIE BELLE è il mio libro più attaccato alla terra, inviscerato nella vita, lo metto in chiaro a partire dall’esergo di Blaise Cendrars, scrittore che studio e traduco dal francese da anni: “Né il paradiso né l’inferno, ma il mondo degli uomini, terra terra”. Però non voglio anticipare troppo, un’opera d’arte non si spiega, non sopporto le sinossi, non sono un vigile urbano, non devo dare indicazioni al lettore, anzi a dire il vero la cosa più bella è che il lettore non abbia punti di riferimento e smarrendosi nelle pagine ricostruisca il suo percorso personale. Esorto tutti ad acquistarlo, a spendere ogni tanto qualche soldo in più nella poesia, sono soldi ben spesi in questo periodo oscuro in cui gli stupidi del mondo hanno il potere di compiere genocidi in base a come gli gira. La poesia è la detonazione che fa saltare in aria questi imbecilli”.

Ma oltre a Cendrars, chiaramente a Bukowski in certi temi e in certe ambientazioni, più segretamente a Hubert Selby Junior, nell’asprezza a Céline, a Gutierrez per quanto riguarda l’ossessione erotica che diviene furia poetica, questa scrittura di Eleno sembra essere ispirata soprattutto da Carver e dai suoi racconti in forma di poesia; questi versi di “Un pugno di storie belle” suonano la musica di uno spirito analogo a quello del grande scrittore americano. Tuttavia l’elemento decisivo di questa silloge è che Eleno non imita nessuno, non inforca occhiali altrui per osservare la vita, porta un mondo che è il suo mondo, non ricalca Carver, è originale e tende a muoversi nello spazio desolato e romantico delle sue periferie che in lui smettono di essere meri luoghi geografici per diventare lande dello spirito.

Ecco un estratto del libro:

[…]I pirati del rottame non mancano

i pirati del rottame rovistano fra le discariche a cielo aperto

uno di loro mi ferma e mi chiede da fumare

certo come no ecco

gli offro una sigaretta e del fuoco e lo saluto e cammino oltre

il suo occhio mi colpisce alle spalle

sento il bruciore della periferia selvaggia

il canino d’oro che abbaglia l’orizzonte

è verso lì che vado

nel suo intestino

nel suo liquame

e quel sole che esplode basso alle 7 della sera

è l’ulcera inguaribile che s’infiamma

around the urbe

around the urbe

Il 7 maggio uscirà nelle librerie per Controluna – Edizioni di Poesia, marchio che nasce per volontà del poeta Michele Caccamo, casa editrice dove l’ispirazione diviene pagina, libro, lettore, in un incontro inusitato tra poeti e mercato editoriale. La scrittrice e poetessa Gloria Vocaturo è la direttrice editoriale di Controluna. Il 24 maggio la prima presentazione alla Piccola Galleria Resistente di Napoli diretta dal pittore Antonio Conte. Poi il 6 giugno a Guidonia Montecelio al Teatro Chisciotte con il dottor Matteo Castorino a fare da relatore. Il 19 giugno alla Libreria Emotiva del Vomero, sempre a Napoli, a fine giugno nello spazio Llabbasc di Piazza Bellini gestito dall’artista napoletano Dario Gaipa e dal suo collettivo; poi in Puglia, in Umbria, in Toscana e in Emilia Romagna, per quello che Eleno ha chiamato “Il Tour del Pugno”.

“Un pugno di storie belle” è un libro fortemente politico anche se non è mai dichiaratamente politico. Mario Eleno sta con gli ultimi del mondo, è loro compagno, si mischia a loro, si sporca con loro, non rimane a guardare, prende parte, scarpe rotte eppure va con loro, la sua pelle si trasforma, assorbe diversità, diventa il rom di cui si sente fratello, lava i vetri al semaforo con il suo amico marocchino, passa a trovare i suoi amici barboni nella loro casa di cartone, fa l’amore con le prostitute, le accarezza, gli vuole bene, canta le gesta dei muratori, dei vagabondi, degli artisti di strada, degli abitanti di quella piazza poco raccomandabile che viene raccontata nel formidabile pezzo “Mercato Notturno” (così sordido e trasudante di umanità), raggiunge la melodia più commovente quando parla di Rateb, il ragazzino palestinese con una gamba sola; soprattutto Eleno si mette a disposizione dell’altro per apprendere, diventa l’altro, in quanto artista non si eleva sopra la folla ma è alla ricerca come un volto fra la folla; ne esce la sua umiltà, come quando ascolta la storia del cameriere Lucio, ex pugile fallito, che in un’osteria nei sobborghi di Roma, gli dà un paio di dritte che saranno importanti per la genesi di questa sua opera.

In mezzo a tanta poesia pubblicata oggi in Italia in cui non si vede l’urgenza di andare laddove pochi hanno il coraggio di andare, ossia lungo e oltre i margini in cui la vita non va poi così tanto bene ma alla fine lo stesso va e si lotta per essa, “Un pugno di storie belle” contiene la necessità che dovrebbe essere di ogni poeta: scrivere per disturbare, per contestare, aprire la bocca per contestare il conformismo, per minare ciò che va bene a tutti, essere il fuorilegge che restituisce la consapevolezza di cosa si sa e di cosa non si sa di sapere.

Vi consiglio di prenderlo.

News Reporter
Mario Eleno nasce a Montecelio (Roma) il 30 maggio 1983. È scrittore, attore, regista teatrale e traduttore. Debutta a 17 anni leggendo in scena i Canti di Leopardi. Nel 2009 lavora con il regista Luca Ronconi al Piccolo Teatro Strehler di Milano nel Sogno di una notte di mezz’estate di William Shakespeare. Si diploma nel 2010 alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Nel 2011 fonda La Compagnia degli Innamorati Erranti. Nel 2012 partecipa al Fringe Festival di Edimburgo con la Compagnia Babygang di Carolina de la Calle Casanova. Nello stesso anno va in scena a Milano al Teatro Out-Off con Il processo di Kafka per la regia di Paolo Giorgio. Nel 2013 si diploma alla Scuola di Mimo Corporeo di Napoli diretta da Michela Monetta. Nel 2014 partecipa al Fringe Festival di Roma, dove il suo spettacolo Orlando Bodlero (a Carmelo Bene) riceve due nomination e vince il Premio Giovane Talento. Arriva in finale al Premio delle Arti Lidia Petroni di Brescia con Della malia del femminile, corto di cui è attore e autore. Dal 2015 traduce e legge pubblicamente le opere di Blaise Cendrars. Nel 2016 scrive e dirige per il Teatro Stabile di Innovazione Galleria Toledo di Napoli Canto d’un poeta che se ne muore, atto teatrale in versi nato dallo studio del materiale lasciato da Carmelo Bene. Nel 2017 è tra i finalisti del Premio Letterario Nazionale Charles Bukowski. Nel 2018 collabora con le riviste letterarie La Macchina Sognante, L’Ulcera del signor Wilson e settepagine. Nel 2019 progetta e realizza i reading di Teatro Porto Aperto in spazi artistici alternativi di Napoli, Genova, Roma, Bari, Perugia e produce con l’Università di Siena nell’ambito di Hybris Project la performance Je suis l’autre dedicata a Blaise Cendrars. Nello stesso anno partecipa al 44° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano diretto dal maestro Roland Böer, dove traduce e interpreta Lettere a Vèra di Vladimir Nabokov. È anche tra gli artisti del 52° Festival delle Nazioni di Città di Castello. Nel 2020 pubblica con Morlacchi Editore di Perugia il suo primo romanzo: Tabaccheria. Il romanzo viene premiato con il 3° posto al Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa Talenti Vesuviani, riceve una Menzione di Merito al Premio Letterario Internazionale Michelangelo Buonarroti e arriva in finale al Premio Nabokov. Sempre nel 2020 viene confermato dal maestro Roland Böer al 45° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano con Fiammeggianti Stelle, concerto di poesia dedicato a Giacomo Leopardi e al compositore russo Aleksandr Nikolaevič Skrjabin. Nel 2021 viene segnalato dalla Giuria del Concorso Letterario Nazionale sui Diritti Umani Non è più il tempo di tacere e vince il Premio Letterario De André. Partecipa con la ripresa di Fiammeggianti Stelle alla 38^ Stagione Concertistica dell’Associazione Domenico Scarlatti di Napoli. È stato anche doppiatore, prestando la sua voce al documentario Quando si ruppero gli argini di Spike Lee. Nel 2022 traduce per Fandango Libri Il mio solo tormento - Canto da El-Agheila di Rajab Abuhweish, si classifica terzo al Premio Ravenna, riceve il Premio Speciale della Giuria al Concorso Letterario Nazionale Teatro Aurelio di Roma, è finalista al Premio Gozzano e vince il Premio Spoleto Calling. Nel 2023 pubblica la silloge poetica Verso le strade feroci, Eretica Edizioni, e riceve una candidatura al Premio Charles Dickens. Nel 2024 vince il Premio Letterario Nazionale Mille Parole Per Una Foto, ottiene una Menzione d'Onore al Premio Letterario Vera Mascaretti e una al Premio Internazionale Pensieri Creativi di Assisi; il cortometraggio di cui è attore e autore, Piccolo Film dell'Angelo Amore, rientra nella Official Selection del Fellini Film Festival. Nel 2025 cura la regia e la drammaturgia dello spettacolo dedicato a Vasco Rossi (Vasco Eterno) Tutto un equilibrio sopra la follia e progetta le performance La menzogna della storia in una scatoletta di latta e Le ali la nostalgia oltre in confini inserite nelle mostre per la Palestina Qui Resteremo e Kufia in cui compaiono le opere di Andrea Pazienza, Milo Manara, Oreste Zevola, Guido Crepax, Vauro e Altan. Vince il Premio Ubik al Concorso Letterario Nazionale Ostia 2025, partecipa come performer al XVI Simposio d'Arte Contemporanea a Scampia – Anime di periferia, collabora con l'Università Orientale di Napoli all'omaggio per il centenario della nascita di Frantz Fanon, viene selezionato da Pietrevive Editore ed Esseri Urbani – Officina Creativa Permanente per la Notte della Poesia per la Pace di Locorotondo. Nel 2026 affianca Peppe Lanzetta nello spettacolo Rionapology; dirige per il Festival Incontri Proibiti due spettacoli a tema ambientale, L’uomo che piantava gli alberi da Jean Giono e Chiamatemi Ghiacciaio di cui è autore; viene selezionato per Testofficina 2026 nell’ambito di Testo Firenze. Suoi scritti e traduzioni compaiono nelle riviste Sud, Atelier Poesia e Nazione Indiana. È Direttore Artistico del Teatro Chisciotte di Montecelio. Attualmente risiede a Napoli.
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