Le ore

Le ore

Maggio 13, 2022

“Le ore” seguono tre donne, di tre epoche diverse che apparentemente non hanno nulla in comune, se non un libro “La signora Dalloway”. La Signora Woolf, che si sente intrappolata a Richmond, dove i medici le hanno consigliato di vivere per guarire dalla sua malattia. Ed è in questo periodo che inizierà a scrivere il suo ultimo romanzo. Clarissa Vaughan, vive a New York fine anni ‘90, inizia la sua giornata come la Signora Dalloway, comprando dei fiori per una festa che ha organizzato, e come la protagonista è immersa nelle sue riflessioni sulla vita e sulla sua giovinezza. Laura Brown, casalinga nell’America degli anni ‘50, ha appena iniziato a leggere il romanzo e ne è ossessionata. Tre donne forti che non vogliono rinunciare a se stesse. Tre giornate che iniziano e volgono al termine di tre donne differenti in tre epoche diverse, ma che poi scopriremo che i legami sono tanti.
Amo Virginia Woolf, amo i suoi romanzi e la forza femminile che ne esce fuori, era avanti anni luce rispetto alla sua epoca. Come non amare questo libro “Le ore”, che inizialmente doveva essere il titolo originale de “La signora Dalloway”. Le ore che passano, le ore che rimangono della giornata, le ore che separano dalla morte, le ore di vita. Un libro da portare nel cuore.

Il Premio Nabokov al Salone del Libro di Torino

Maggio 9, 2022

Il Premio Nabokov al Salone Internazionale del libro di Torino 2022 Domenica 22 maggio alle ore 13 al Salone Internazionale del libro di Torino presso lo Spazio Dialoghi (stand P28-Q27 Padiglione 3) si terrà un incontro letterario a cura del Premio Nabokov. Andrea…

Rosaura alle dieci

Rosaura alle dieci

Maggio 4, 2022

“Rosaura alle dieci” è la storia di un delitto, raccontata attraverso la testimonianza di cinque personaggi presenti nella pensione “La Madrileña”. Ognuno di loro costruisce una versione diversa della storia e di Rosaura, ma ciascuno di loro aggiunge un tassello importante al puzzle per ricostruire cosa ha portato al delitto. Un romanzo ambientato a Buenos Aires nel 1955, in cui troviamo sia la suspense tipica del giallo, che tiene incollati, che l’aridità dei rapporti umani, che ci ricorda “che la verità è soltanto un pettegolezzo”.
Ho sempre trovato molto originale l’idea di raccontare una storia, una persona, attraverso gli occhi di diverse persone.
Chi è Rosaura? Un sogno, un’invenzione? O realtà?

INTERVISTA A STEFANO LIGORATTI (Milano, 1986): Pianista e direttore d’orchestra

Aprile 23, 2022

Come nasce la tua vocazione di musicista polivalente, a 360 gradi? E il tuo percorso di formazione? Mi sono appassionato all’organo, ascoltando la “Toccata e Fuga in Re minore”, di Bach. Mia madre aveva comprato una tastiera “Bontempi”, per fare in modo…

ROSSO COME UNA SPOSA

ROSSO COME UNA SPOSA

Aprile 22, 2022

“Ne successero di cose a me, alla mia famiglia, al mio Paese e al resto del mondo. Ma il resto del mondo non mi interessava ancora”
L’Albania del primo Novecento è un paese misterioso, magico e caotico. Un luogo dove gli opposti convivono da sempre: cristianesimo e Islam, tradizioni risalenti all’Impero bizantino, come anche a quello Ottomano. L’Albania è, soprattutto, una società fortemente matriarcale, in cui per il potere che si acquisisce diventando suocere le donne passano la vita aspettando con gioia di invecchiare.
Meliha, una donna forte capace di seguire i vivi e i morti con lo stesso trasporto. Lei è il cuore della famiglia Buronja all’inizio di questa storia. Tramanderà questa forza a sua figlia Saba, costretta a un matrimonio appena quindicenne, con un uomo che non ama, già vedovo di sua sorella e legato alla sua famiglia da un debito di sangue.
Saba, come l’intero popolo albanese, saranno tantissime le prove che attraverserà con disperata energia: i figli, la guerra, lo sterminio dei fratelli, fino alla transizione a una nuova era, il comunismo.
Tutta la seconda parte del libro è raccontata dal punto di vista della nipote di Saba, Dora. Nata durante il comunismo e vissuta durante la caduta del regime, descrive con onestà e durezza quello che era l’Albania e il popolo albanese in quegli anni difficili.
Una frase mi è rimasta nel cuore: “ogni sasso pesa al suo posto e io voglio sentire il mio peso sopra questa terra”.

Tralerighe della storia: il Novecento nel 2022, segni e cicatrici. Convegno domenica 24 aprile al Real Collegio a Lucca

Aprile 20, 2022

Tralerighe della storia: il Novecento nel 2022, segni e cicatrici Tralerighe libri editore in collaborazione con il Centro Studi di Storia Contemporanea “Carlo Gabrielli Rosi” e l’Associazione Toscana Volontari della Libertà, organizza un convegno dedicato al Novecento e a quanto ancora il…

A Lucca sabato 23 aprile un convegno dedicato alla Força Expedicionaria Brasileira di Andrea Giannasi

Aprile 20, 2022

Quando partirono, nel luglio del 1944, da Rio de Janeiro con il trasporto truppe americano “General Mann”, molti dei soldati brasiliani non avevano mai visto il mare. Partirono senza armi e con uniformi e scarpe che presto vennero sostituite perché inadatte a…

Il Maestro e Margherita

Il Maestro e Margherita

Aprile 15, 2022

“Non vorresti avere la bontà di riflettere sulla questione: che cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male? E come apparirebbe la terra, se ne sparissero le ombre? Le ombre provengono dagli uomini e dalle cose. Ecco l’ombra della mia spada. Ma ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Vuoi forse scorticare tutto il globo terrestre, portandogli via tutti gli alberi e tutto quanto c’è di vivo per il tuo capriccio di goderti la luce nuda? Sei sciocco”

Il maestro e Margherita è un romanzo russo di Michail Bulgakov, riscritto più volte tra il 1928 e il 1940 e pubblicato postumo a cavallo tra il 1966 e il 1967.

Russia, anni ‘30 del Novecento, a Mosca arriva Woland, o Satana accompagnato da alcuni personaggi assurdi, tra cui Korov’ev , il gatto Behemoth, insieme ai quali provocherà una serie di esilaranti episodi, che Bulgakov descrive con tagliente ironia mettendo in luce non solo le debolezze dei potenti ma anche degli intellettuali.
All’interno del libro troviamo un altro libro, quello riguardo al processo evangelico a Gesù e di Ponzio Pilato, ed è il romanzo scritto dal “Maestro” colui che per colpa del manoscritto ha smarrito la sua identità, ed è impazzito.

Tutto il romanzo è incentrato sul fragile equilibrio che sussiste tra il bene e il male. Siamo così sicuri che esista una netta distinzione tra queste forze? Forse a guardar bene dentro ognuno di noi alberga il maligno. E poi, e poi c’è la meravigliosa storia d’amore tra il Maestro, e la sua amante, Margherita. Ho ascoltato qualche tempo fa la sinossi fatta da Alessandro Barbero, della loro storia. Ho ritrovato tra le pagine la stessa magia descritta da lui.

Anno bisestile

Anno bisestile

Aprile 7, 2022

“Anni dopo avrebbe pensato: ricordi quel viaggio notturno per andare da Claude, che conoscevi appena ma speravi di poter amare tanto? Era l’inizio, ricordi com’eri felice? Ma in quel momento, mentre il treno rallentava per fermarsi a Rhinecliff, Lillian non avvertiva quella felicità, ripiegata dentro di lei. Per riconoscerla ci sarebbe voluto tempo. Come sarebbe pericolosa la vita, se la felicità più grande la provassimo quando sopraggiunge! Il mondo andrebbe in malora per la gioia: le automobili finirebbero fuori strada, gli aerei precipiterebbero dal cielo e i treni deraglierebbero estasiati”
Ho scelto questo libro un po’ spinto dal titolo, visto che l’anno più strano dal quale siamo usciti fuori era proprio un “anno bisestile” (2020) e fidandomi assolutamente dell’autore, Peter Cameron, che ho scoperto recentemente, e che fino ad ora non mi ha mai deluso.
L’anno bisestile a cui si riferisce il libro è il 1988. A New York, tra gallerie d’arte, palestre esclusive ed elitarie banche del seme, Cameron ci rende partecipi al rapimento più strambo del secolo e un tentato omicidio ancor più improbabile, trascinandoci poi, in diversi disastri felici in quell’ambito così complicato che è l’amore, in tutte le sue forme.
Si conclude con l’ultimo dell’anno, una notte che ho sempre amato, perché come dice Cameron, è sempre bello poter ricominciare da capo.

Intervista a Fabrizio Bajec: drammaturgo, poeta e traduttore

Aprile 4, 2022

Ringrazio Michele Toniolo editore di Amos per avermi scelta per questa collaborazione.Prima della diretta di dibattito di domani alle 10.00 con l’autore ho chiesto una intervistapreliminare a Fabrizio Bajec che ringrazio insieme all’editore. Prendo in prestito la biografia dal sitoMarcos Y Marcos:…

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