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Questo saggio è uscito in un momento molto difficile e complesso non solo per l’Italia ma per il Mondo intero, rispetto al tema dell’aggressività e violenza maschile nei confronti delle donne, dell’infanzia e dei soggetti deboli.
Si assiste ad una evidente regressione mentale e comportamentale del genere maschile di cui la globalizzazione ne è stato fattore scatenante, a causa di un ruolo fortemente ridimensionato che ha subito nella società, con un ripiegamento identitario, lavorativo e
di potere e nondimeno rispetto alla percezione di utilità sullo scenario familiare.
Le donne da sempre e per forza hanno sviluppato resilienza, adattamento, socializzazione gruppale ed empatia anche in condizioni sfavorevoli e sono più attrezzate in un tempo storico difficile.
Lo stress cerebrale generatosi nel vivere globalizzato ha indebolito le strutture psico- sociali e neuro fisiologiche di tutela del genere maschile, che rimane spesso solitario e frustrato di fronte ad un passaggio epocale, che non riesce a gestire, controllare,
condividere, con un forte timore di regressione sociale.
Un fenomeno trasversale ad ogni “categoria sociale”.
Un tema vastissimo, trattato nel saggio cercando le correlazioni evidenti tra psicoanalisi, neuroscienze e psicologia sociale, che costituiscono la nuova frontiera dell’indagine scientifica sull’argomento.
L’Autore ha messo a disposizione un apparato scientifico e filosofico vasto unito ad una lunga esperienza internazionale vissuta anche nei luoghi difficili del Mondo, tra guerra, conflitti e destabilizzazioni sociali.

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