LE RICETTE DELLA SIGNORA TOKUE

LE RICETTE DELLA SIGNORA TOKUE

Maggio 21, 2022

“Si tratta di osservare bene l’aspetto degli azuki. Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi”
Sentaro, un uomo di mezz’età, solitario. Pasticcere senza passione, lavora costretto da Doraharu, una piccola bottega di dolci a Tokyo, per ripagare il debito contratto anni prima con il proprietario. Qui si confezionano Dorayaki, dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki e li serve alla sua clientela, composta principalmente da studenti. Sentaro lavora controvoglia ed è infelice. Appena può chiude bottega e si rifugia nel sakè, contando i giorni in cui salderà il suo debito e potrà ritornare libero. Un giorno tutto cambia, sotto il ciliegio in fiore davanti al Doraharu compare una vecchia signora dai capelli bianchi e dalle mani deformi e chiede a Sentaro di assumerla come aiuto pasticciera in cambio di una paga ridicola. Inizialmente riluttante, il principale si convince poi ad assumerla, dopo aver assaggiato la sua confettura an, completamente differente dal preparato industriale che ha sempre utilizzato lui.
Nel giro di poco tempo le vendite aumentano e Doraharu vive il periodo più glorioso da che Sentaro ricordi. Ma qual è la ricetta segreta? Ascoltare la voce dei fagioli rossi azuki, aprirci a quello che hanno da dirci, sostiene la signora Tokue.
Ma c’è un altro segreto che incombe su Tokue, che allontana i clienti dal Doraharu. Un segreto che scopriremo man mano che andremo avanti con la lettura, e che porta in un mondo incomprensibile, per poi scoprire una realtà storica agghiacciante.
Lo stile di questa favola moderna è delicato ed emozionante. Lo scrittore riesce quasi a farci sentire il profumo dell’an preparato dalla Signora Tokue. Una storia, una favola che insegna molto sull’amicizia e il valore inestimabile della libertà, una storia che nella sua apparente leggerezza, ci inoltra all’interno di un tema importante, carico di dolore, di sofferenza e mancanza.
Tenero ed emozionante, niente in più da dire se non che consiglio assolutamente.

Le ore

Le ore

Maggio 13, 2022

“Le ore” seguono tre donne, di tre epoche diverse che apparentemente non hanno nulla in comune, se non un libro “La signora Dalloway”. La Signora Woolf, che si sente intrappolata a Richmond, dove i medici le hanno consigliato di vivere per guarire dalla sua malattia. Ed è in questo periodo che inizierà a scrivere il suo ultimo romanzo. Clarissa Vaughan, vive a New York fine anni ‘90, inizia la sua giornata come la Signora Dalloway, comprando dei fiori per una festa che ha organizzato, e come la protagonista è immersa nelle sue riflessioni sulla vita e sulla sua giovinezza. Laura Brown, casalinga nell’America degli anni ‘50, ha appena iniziato a leggere il romanzo e ne è ossessionata. Tre donne forti che non vogliono rinunciare a se stesse. Tre giornate che iniziano e volgono al termine di tre donne differenti in tre epoche diverse, ma che poi scopriremo che i legami sono tanti.
Amo Virginia Woolf, amo i suoi romanzi e la forza femminile che ne esce fuori, era avanti anni luce rispetto alla sua epoca. Come non amare questo libro “Le ore”, che inizialmente doveva essere il titolo originale de “La signora Dalloway”. Le ore che passano, le ore che rimangono della giornata, le ore che separano dalla morte, le ore di vita. Un libro da portare nel cuore.

Il Premio Nabokov al Salone del Libro di Torino

Maggio 9, 2022

Il Premio Nabokov al Salone Internazionale del libro di Torino 2022 Domenica 22 maggio alle ore 13 al Salone Internazionale del libro di Torino presso lo Spazio Dialoghi (stand P28-Q27 Padiglione 3) si terrà un incontro letterario a cura del Premio Nabokov. Andrea…

Rosaura alle dieci

Rosaura alle dieci

Maggio 4, 2022

“Rosaura alle dieci” è la storia di un delitto, raccontata attraverso la testimonianza di cinque personaggi presenti nella pensione “La Madrileña”. Ognuno di loro costruisce una versione diversa della storia e di Rosaura, ma ciascuno di loro aggiunge un tassello importante al puzzle per ricostruire cosa ha portato al delitto. Un romanzo ambientato a Buenos Aires nel 1955, in cui troviamo sia la suspense tipica del giallo, che tiene incollati, che l’aridità dei rapporti umani, che ci ricorda “che la verità è soltanto un pettegolezzo”.
Ho sempre trovato molto originale l’idea di raccontare una storia, una persona, attraverso gli occhi di diverse persone.
Chi è Rosaura? Un sogno, un’invenzione? O realtà?

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