Il conte di Montecristo

Il conte di Montecristo

Ottobre 2, 2022

”Quanto a voi, Morrel, ecco il segreto del mio comportamento verso di voi: a questo mondo non c’è né felicità né infelicità, c’è il confronto tra queste due condizioni, ecco tutto. Solo chi ha sperimentato l’estrema sventura è in grado di provare l’estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.
Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all’uomo il futuro, tutta la saggezza umana sarà contenuta in queste due parole:
Attendere e sperare!

Edmond Dantès
Conte di Montecristo”
C’è poco da dire di un’opera magistrale come “Il conte di Montecristo”. Qui dopo aver girato l’ultima pagina, bisogna fermarsi e fare un’inchino a Dumas per il grande capolavoro che ci ha lasciato. Ho un vuoto nello stomaco, farò davvero fatica a colmarlo con una nuova lettura. Addio caro amico, addio Edmond Dantès, addio…Conte di Montecristo.

L’equilibrio delle lucciole

L’equilibrio delle lucciole

Settembre 29, 2022

“L’equilibrio delle lucciole”: un libro che parla di casa, un libro che canta delle montagne in Val Germanasca e di quelle case ormai vuote fatte in pietra, un dialetto quasi dimenticato, il patois, ma così poetico. Si ritorna al nido dell’infanzia per ritrovare un po’ l’utero materno, un po’ se stessi e quelle radici che sono così forti dentro di noi. Un libro che mi ha immerso tra le montagne e la neve immediatamente. Spesso ho sperimentato la voglia di tornare a casa nei momenti in cui mi sentivo perso e questo libro è un po’ una medicina per quei momenti lì. Leggetelo e se avete la possibilità di andare a una delle presentazioni andateci, perché vi assicuro, ne vale la pena, per ascoltare l’autrice narrare con la sua voce quelle pagine e quei canti. I personaggi della storia, rappresentano ognuno i suoi sentimenti che albergano dentro di lei, ognuno di loro lei se lo porta dentro. E li ritrovi quei personaggi ascoltandola. Ritrovi la forza delle montagne e la profondità delle radici. Ma soprattutto capisci quanto sono importanti le parole e la lingua nostra lingua anche se ci sembra dismessa o arcaica.

L’amata immortale di Beethoven – L’amore impossibile di un genio ribelle

L’amata immortale di Beethoven – L’amore impossibile di un genio ribelle

Settembre 27, 2022

Ludwig van Beethoven. Non proprio un uomo qualunque. Ribelle, appassionato e, a quanto pare, iracondo e intrattabile. La vita divisa tra passione e malattia. La passione per la musica e una sordità progressiva che diverrà totale. Ma nemmeno allora Beethoven smetterà di comporre. Semplicemente non può farlo. Tutta la sua…

MACCHINE COME ME

MACCHINE COME ME

Settembre 26, 2022

Romanzo di McEwan, uscito nel 2019. Niente spoiler.
Vale la pena leggerlo, anche se, come per quasi tutti i romanzi contemporanei, non si riesce a sospendere l’incredulità; sono troppo evidenti gli espedienti narrativi adottati, anche da uno scrittore del livello di McEwan.
Il libro nasce senz’altro dalla lettura della straordinaria biografia di Alan Turing, scritta da Hodge, come l’autore segnala nei ringraziamenti finali.
McEwan immagina che Turing non accetti la castrazione chimica per “reato dì omosessualità”, sopravviva e con le sue ricerche spinga in avanti la robotica e la teoria della computazione, fino anche a risolvere il celebre problema P e NP.
Così nel 1982 ci sono robot acquistabili che superano senza problemi il test di Turing per un tempo indefinito. Fino all’ultimo, infatti, non sappiamo se Adam, il robot, sia o meno cosciente.
Certamente Adam non si inserisce adeguatamente nella vita quotidiana di questo futuro proiettato in un passato diverso da quello avvenuto.
Turing formula tre ipotesi nel corso dei suoi dialoghi con il protagonista su che cosa non va ancora bene in Adam.
In primo luogo, Adam non è in grado di accettare che la vita sia sofferenza, ma ciò malgrado valga la pena viverla. Qui la logica utilitarista si scontra con il nostro impulso irrazionale alla vita. In realtà, questo dissidio è facile da capire e quindi gestire. La nostra storia biologica è stata guidata dalla trasmissione delle forme che sopravvivono, per cui è ovvio che noi abbiamo implementato un desiderio di stare al mondo del tutto irrazionale. Per far tornare i conti ad Adam, occorrerebbe dotarlo di questo payoff spropositato a favore della vita. E allora Adam, come noi, andrebbe avanti, nonostante Auschwitz.
In secondo luogo, Ad Adam non è stata insegnata l’economia comportamentale di Tversky e Kahneman. In effetti, anche se è una disciplina che ha le sue origini nella svolta cognitiva degli anni Sessanta, di fatto è esplosa negli anni ‘90. Per capire i comportamenti delle persone non bisogna utilizzare la teoria delle decisioni razionali e dei giochi, ma tenere conto dei tanti bias che ci guidano. Di nuovo, bias, che sono probabilmente anch’essi un residuo biologico di adattamento a un ambiente profondamente diverso da quello contemporaneo, cioè la savana africana, in cui abbiamo vissuto per più di centomila anni. Dunque anche questo difetto di Adam, in linea di principio sarebbe emendabile.
In terzo luogo, Adam dice sempre la verità e non è capace di distinguere fra menzogne innocenti o anche utili, e menzogne maligne. McEwan si rifugia nell’ultimo brandello di umanità che trova. Le persone sanno mentire a fin di bene, le macchine no. Certamente nell’inconscio dello scrittore sta l’affermazione di Platone, che i poeti mentono.
McEwan non è un apocalittico, ma certo neanche un integrato. Il mondo pieno di macchine in cui di fatto già viviamo, lo affascina, ma gli fa anche paura. Il suo atteggiamento, in fondo, è abbastanza equilibrato.
Questo è un libro che ci aiuta a capire e governare la profonda transizione che stiamo vivendo.

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