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Perché possedere almeno un’edizione del “Canzoniere” di Petrarca?
Sappiamo che Petrarca è Petrarca, lo studiamo a scuola, siamo costretti a leggerlo e, probabilmente, non ci rendiamo conto della sua grandezza fino a che, così, disinteressatamente non troviamo un’edizione economica e siamo in dubbio sul prenderla o meno.
Avere una copia del “Canzoniere” ci rende apparentemente più colti, ma poi chi va a vedere se l’abbiamo letta o meno? Nessuno ci chiederà più, come al liceo, di recitare “Chiare et fresche et dolci acque” a memoria, quasi certamente rimarrà sullo scaffale a prendere la polvere perché non lo leggeremo. Siamo lì, in libreria che pensiamo con il libro in mano e ci rendiamo conto di quanto è voluminoso: “Ma, allora, non ci sono solo quelle quattro poesie che abbiamo imparato a scuola”. Lo apriamo e tra una poesia e l’altra notiamo pagine di prosa: il commento al testo. “Cavolo! nell’antologia non era così, c’era la parafrasi, il glossario per i termini ostici, mah, forse ci sarà stato qualche altra cosa, ma nulla così” e ci spostiamo da una parte a leggere poche righe, le quali ci informano che Petrarca aveva preso spunto da Ovidio, Orazio, Catullo, Virgilio. Aveva letto Santo Agostino, Dante e altri autori a noi sconosciuti del Duecento e non solo, la sua biblioteca è ricchissima.
“Per scrivere di Laura, di una donna, una “semplice” donna, ha letto tutto questo?”
Andiamo avanti nella lettura, sfogliando piano piano, un po’ per non rovinare il libro, un po’ per fare in modo che l’occhio rilevi una parola che possa attrarci a leggere il resto: nel codice degli abbozzi appare la variante; il poeta è arrabbiato con Laura; Petrarca ha cambiato l’ordine delle ultime composizioni. Assimiliamo una serie di informazioni che non capiamo: “Cos’è il codice degli abbozzi?”. Le frasi appena lette ci colpiscono come schiaffoni, ci stordiscono, ci obbligano a porre delle domande destando in noi la curiosità su un autore che fino a un quarto d’ora fa consideravamo importante perché a scuola ci hanno sempre detto che era importante. Quindi, con lo sguardo perso e il “Canzoniere” in mano ci chiediamo: “Chi è Petrarca?”.
Chiudiamo il libro, guardiamo il prezzo: 15 euro quello della Oscar Mondadori commentato da Santagata. Ci dirigiamo alla cassa e paghiamo.
Perché avere in casa il “Canzoniere” di Petrarca? Perché il Petrarca che hai conosciuto non è quello vero.

News Reporter
Ho un dottorato in letteratura portoghese ottenuto presso l'Università di Coimbra, attualmente sono iscritta al corso di laurea magistrale in Italianistica e storia europea presso l'Università degli studi di Perugia. Sono una secchiona e mi piace leggere e talvolta anche scrivere.
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