Ho lasciato trascorrere alcuni giorni, dopo averne terminato la lettura, prima di mettere per iscritto qualche riflessione sul romanzo “Una ragazza fuori stagione” di Margherita Bonfilio. Ho così dato modo alla mia prima impressione “letteraria” di sedimentarsi, per poter chiarire meglio a me stessa l’ordito di significati sottesi alle vicende raccontate in questa storia.
L’intreccio delle azioni, dei pensieri e degli eventi che costruiscono il sistema dei personaggi a cui ha dato vita la creatività letteraria di Bonfilio, dimostra la rara abilità narrativa di saper moltiplicare e rendere sempre più profondi, anche a distanza di tempo da quando si è giunti all’ultima pagina del romanzo, i riferimenti esistenziali nascosti sotto alla trama delle vicende raccontate, che riguardano le vite di tre giovani amiche. Sento ancora, al mio “palato” di lettrice, il sapore agrodolce delle immagini vivide che lo stile accattivante e diretto della scrittrice ha saputo tratteggiare con grande efficacia descrittiva e narrativa, tanto da farmi entrare dentro alla storia con la testa e con il cuore.
Lucrezia, Claudia e Teresa “attraversano” le difficoltà quotidiane in modo diverso, ognuna con il suo atteggiamento psicologico e comportamentale, che le rende uniche e belle dentro e fuori. Per comprendere meglio cosa intendo dire è sufficiente riportare qualche passo tratto dal testo.
– “Lucrezia, docente di chimica, è una bella donna, dai capelli rosso rame, chioma fluente, viso allungato, un sorriso che cattura e due gambe che raggiungono la meta in un batter d’occhio. Eppure lei la meta, il sogno agognato, non riesce mai ad acchiapparlo.”
– “Bruna, occhiali tondi, […] abbigliamento sportivo e giovanile. Ha conosciuto Lucrezia in uno scontro frontale nel corridoio dell’Istituto dove entrambe insegnano. Ah sì, perché Claudia è molto distratta e non guarda mai dove va. Quella volta Lucrezia non la prese bene. […] Da quell’incontro-scontro nacque però una specie di sodalizio.”
– “Teresa […] una quarantenne slanciata dai capelli biondo cenere […] Insegnante di inglese tutta di un pezzo, sempre puntuale in tutti gli impegni scolastici, precisa se non addirittura pignola e meticolosa, disponibile con i suoi studenti ma molto esigente. […] Imbrigliata nei suoi impegni familiari che si accolla con determinazione e spirito di sacrificio.”
Queste tre figure femminili emergono con determinazione in mezzo alle vicende con cui il caso vorrebbe quasi “seppellirle”, quando una via d’uscita appare loro irraggiungibile, se non addirittura inesistente. Amori complessi, relazioni distanti nello spazio, decisioni personali generatrici di cambiamenti irreversibili, voglia di girare pagina e ricominciare da capo, per darsi un’altra possibilità e iniziare un nuovo percorso di vita, sono solo alcuni esempi delle situazioni con cui Lucrezia, Claudia e Teresa si confrontano e si mettono in gioco, incontrandosi e scontrandosi con realtà spesso diverse dagli ideali dei loro sogni. A volte la strada scelta sembra impraticabile, altre volte, quando tutto rema contro, si intravede all’orizzonte una scialuppa di salvataggio a cui aggrapparsi per ripartire e ritornare a terra.
In una “Una ragazza fuori stagione” Margherita Bonfilio ha veramente saputo dar vita a un insieme di storie che nelle loro peculiarità e individualità si sono amalgamate in una perfetta alchimia, fatta di scorrevolezza alla lettura e profondità di sguardo. Lo stesso sguardo acuto con cui le tre donne, e dietro di loro l’autrice, osservano il mondo e cercano di comprenderlo.

Grazie di cuore per essere entrata nel vivo della narrazione
Un libro che ho letto e recensito con piacere.