Fabio Bortolotti
Sito www.fabiobartolotti.it – Facebook https://www.facebook.com/fabio.bortolotti.5

Fabio Bortolotti (nasce il 16.09.1936 in Trentino), giurista, docente, saggista. Ha prestato servizio nella Pubblica Amministrazione, percorrendo i vari gradi. Nel corso della sua lunga carriera professionale ha avuto modo di maturare plurime esperienze, sia in campo giuspubblicistico che giusprivatistico. Conseguita dapprima la qualifica di Capo ufficio, responsabile di attività paragiurisdizionali, in prosieguo di tempo è stato nominato Dirigente di servizio e Ufficiale rogante. Ha svolto, intra moenia, rilevanti incarichi di fiducia: presidente e/o componente commissioni d’esame concorsi pubblici; componente di numerosi organismi interni; funzioni ispettive presso Comuni ed Enti istituzionali; funzionario delegato SLOI; docente di corsi di formazione e aggiornamento PAT (cfr. infra). Collocato a riposo d’ufficio per raggiunti limiti di servizio, ha ricoperto importanti incarichi nelle pubbliche istituzioni: Commissario degli esami di abilitazione alle funzioni di Segretario comunale a Trento e a Bolzano; Commissario d’esame nei concorsi pubblici per posti di Segretario comunale; Commissario d’esame nei concorsi pubblici presso Comuni ed Enti istituzionali; Commissario ad acta presso Comuni ed Enti istituzionali; Commissario straordinario di vari Comuni. Da ultimo, è stato nominato Difensore civico del Trentino. Docente dei corsi post universitari di abilitazione alle funzioni di Segretario comunale a Trento e a Bolzano; Docente dei corsi di formazione e di aggiornamento per funzionari della Pubblica Amministrazione; Docente dei corsi di aggiornamento per Presidenti di seggio; Docente dei corsi di formazione e aggiornamento per Sindaci e Assessori comunali; Docente presso UTETD; Docente presso vari Istituti pubblici in Trentino.
Pubblicazioni giuridiche: I concorsi pubblici presso gli enti locali, Ed Apollonio & c. Brescia, 1975; Gli atti deliberativi, Ed. Ica, Trento, 1980; Lo stato giuridico dei dipendenti comunali, Ica, Trento, 1985; Gli atti di parte nel procedimento deliberativo, Ed. Ica, Trento, 1986; La pubblica amministrazione, ed. Ica, trento, 1996; Thesaurus giuridico e dialettico latino-italiano, Mjm, Editore, Milano, 2009;
Saggi etico-politologici: W.W.W. – vizi virtù valori, MJM Editore (2008); Coscienza e anticoscienza, Mjm, Editore, Milano, 2011; Schegge di vita etica, volume I, Mjm, Editore, Milano, 2011; Schegge di vita etica, volume II, Mjm, Editore, Milano, 2011; Adagia et dicta, Mjm, Editore, Milano, 2013; Parresia, Ed. Tangram, Trento, 2015; Valori morali, Ed. Tangram, Trento, 2015; Potere malefico, Ed. Tangram, Trento, 2015; Ipocrisie del potere, Ed. Albatros, Roma, 2016; Boni et mali, Ed. Albatros, Roma, 2017; Publica honestas, Ed. Albatros, Roma, 2017; In alto loco, Ed. Albatros, Roma, 2018; Indignatio, Ed. Albatros, Roma, 2019; Proditio, Ed. Albatros, Roma, 2019; Demokratia, Ed. Albatros, Roma, 2020; Extra chorum, Ed. Albatros, Roma, 2021; Ars politica, Ed. Albatros, Roma, 2022; Moralia, Ed. Albatros, Roma, 2022; Spiritualia et realia, Ed. Albatros, Roma, 2022; Natura humana, Ed. Albatros, Roma, 2023; Corrupti mores, Ed. Albatros, Roma, 2023; Vitia rei publicae, Ed. Albatros, Roma, 2023; Progredimur? Ed. Tangram, Trento, 2024; Recte vivere, Ed. Tangram, Trento, 2024; Humana principia, Ed. Tangram, Trento, 2024; Mali mores, Ed. Tangram, Trento, 2024; Publicae privataeque vitae, Ed. Tangram, Trento 2024; Lex moralis, Ed. Tangram, Trento, 2025; Recta ratio, Ed. Tangram, Trento, 2025; Bonus civis, Ed. Tangram, Trento, 2025; Humana dignitas, Ed. Tangram, Trento, 2025; Negatio valorum, Ed. Tangram, Trento, 2025; Praecepta vitae, Ed. Tangram, Trento, 2026; Imago et realia, Ed. Tangram, Trento, 2026.
In dipendenza dei propri saggi, Fabio Bortolotti ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi letterari (trofei, targhe, medaglie, diplomi), tra cui: Associazione Pelasgo 968, menzione speciale di merito, 2017; Associazione Pelasgo 968, targa, menzione speciale di merito, 2020; Premio Nazionale Città di Torino, menzione d’onore, 2020; Concorso letterario Città di Grottammare, menzione speciale di merito, 2020; Premio Nazionale Arti Letterarie Torino, targa, menzione d’onore, 2020; Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana, IV classificato, targa, 2021; Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana, menzione di merito, 2022; Premio Letterario Nazionale Caffè delle Arti Roma, premio della giuria, 2022; Premio Letterario Internazionale Montefiore, Targa Montefiore, 2022; Premio Internazionale Città della Spezia, premio speciale, 2022; Premio Letterario Nazionale Caffè delle Arti Torino, menzione d’onore, 2022; Premio letterario La Ginestra Firenze, segnalazione particolare della giuria, 2022; Premio Letterario Casentino, menzione d’onore, 2023; Premio Letterario Nazionale Caffè delle Arti Torino, menzione d’onore, 2023; Premio Letterario Internazionale Switzerland Literary Prize, Diploma d’onore, 2023; Premio Letterario Nazionale Caffè delle Arti Roma, premio della giuria, 2023; Premio Letterario Internazionale Città di Latina, segnalazione di merito, 2023; Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana, diploma di merito con medaglia, 2023; Premio internazionale Golfo dei poeti, La Spezia, 2023; Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea – Seneca – 2024; Premio Speciale Filosofia Contemporanea, 2024; Premio Letterario Roma Internazional, premio di merito, 2024; Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana, menzione di merito, 2024; Concorso letterario Emanuele Ghidini, menzione speciale – Miglior saggio, 2025; Concorso Letterario Pelasgo, miglior saggio, 2025; Premio internazionale percorsi letterari, La Spezia, Terzo classificato, 2025; Premio Letterario Internazionale Montefiore, XV Edizione, 2025.

Una bussola interiore in tempi di smarrimento
LA PREFAZIONE
Il campo di indagine su cui spazia il tema qui affrontato è contrassegnato da una infinità di scuole di pensiero, oltre che da discordanti dottrine filosofiche, nell’ambito delle quali non sono rinvenibili solide certezze a cui fare riferimento. Tuttavia, giova tenere presente che, secondo l’idea socratica, lo sforzo e il fascino del filosofo non è quello di fornire un concetto fondativo e autoritario ma quello di produrre utili argomentazioni sul buon ordine della polis, su come vivere bene, sulla giustizia sociale, etc., argomentazioni che sono pur sempre soggettive e non certo oggettive. Sulla scia dell’idea socratica, il pensiero filosofico e la scienza non hanno mai cessato di prodigarsi in ogni genere di ricerche e di approfondimenti, nel tentativo di capire cosa sia la coscienza, la sua essenza e le sue possibilità creative, cercando di delinearne le caratteristiche salienti, senza mai pervenire ad una esauriente definizione della stessa anche perché, per sua natura, si sottrae in larga parte alla scienza naturale. Il presente testo non ha certo pretese di trattato morale, sostanziandosi in un semplice approccio di indole spiccatamente pratico-conoscitivo, i cui contenuti possono tuttavia offrire un contributo informativo e suscitare qualche interesse per quanti desiderino conoscere l’universo dell’interiorità. Si affrontano difatti appassionanti tematiche sulla natura e la forza della coscienza, che per secoli è stata confusa con la mente, con la psiche, con lo spirito, con l’anima, termini che nei lontani trascorsi venivano usati spesso come sinonimi. Si forniscono anche i primi rudimenti sul mistero della coscienza e sulle principali concezioni di essa, non senza esaltare la concezione cristiana e la palpitante attualità della morale cristiana. I vari argomenti sono esposti in modo semplice, al fine di consentirne la comprensione alla generalità o quantomeno ad un vasto pubblico. Nella Parte I si riportano alcune tematiche generali che hanno come filo conduttore la coscienza nei vari ambiti, sotto il profilo morale e psicologico, mentre nella Parte II si affrontano i temi della non coscienza, nelle sue sfaccettature più conosciute dell’anticoscienza, del disconoscimento della coscienza e della negazione della coscienza.
Recensione: Il tema della coscienza non è mai davvero invecchiato. Cambiano le epoche, si trasformano i linguaggi, ma il nodo resta lo stesso: come facciamo a sapere cosa è giusto quando il mondo intorno ci spinge verso il contrario? Fabio Bortolotti, con “Coscienza e anticoscienza”, non offre una risposta comoda. Piuttosto, costruisce un percorso che attraversa secoli di pensiero, senza mai perdere di vista l’urgenza pratica. Non è un manuale, e nemmeno un saggio accademico tradizionale. È piuttosto una mappa morale, tracciata con la precisione di chi conosce la storia delle idee e non rinuncia a interrogare il presente. Il volume si muove su due binari paralleli. Da una parte ricostruisce la genealogia della coscienza: dalle prime intuizioni dei filosofi greci, che ancora la confondevano con il cuore o con il demone interiore, fino alla sistematizzazione cristiana, dove diventa legge non scritta e imprescrittibile. Bortolotti mostra come la coscienza sia stata di volta in volta elevata a tribunale interiore, ridotta a epifenomeno neurologico, strumentalizzata dalla politica o dimenticata nel rumore della modernità. La seconda parte, dedicata all’anticoscienza, è forse la più attuale. Qui il tono si fa più tagliente. L’autore analizza come la negazione o la distorsione della coscienza non siano solo errori filosofici, ma meccanismi operativi nei regimi autoritari, nelle dinamiche partitiche, nella vita pubblica quotidiana. La politica, scrive, è diventata spesso un teatro in cui la coscienza viene prima assopita e poi sostituita con calcoli di convenienza. Ciò che funziona, in queste pagine, è la coerenza di uno sguardo che non separa mai la riflessione teorica dalla responsabilità individuale. Per Bortolotti, la tradizione cristiana, in particolare il pensiero tomista e patristico, resta il suo punto di riferimento. Eppure, non cade nel dogmatismo. Riconosce il valore della libertà di coscienza anche per i non credenti, insiste sul dialogo tra culture, e ammette che la coscienza può essere oscurata, manipolata, persino tradita. Il suo è un invito a non abdicare al giudizio interiore, soprattutto quando costa farlo. Il testo acquisisce un sapore più personale — e più controverso — nei capitoli in cui la riflessione filosofica si innesta sull’attualità politica. Il capitolo sull’anticoscienza nel mondo della politica, in particolare, rivela con chiarezza la prospettiva valoriale dell’autore: una visione del mondo che affonda le radici nel pensiero cristiano tradizionale, con tutti i valori che ne derivano — la vita, la dignità della persona, la famiglia, la solidarietà — contrapposti a ciò che Bortolotti chiama il «superamento dei valori» proprio delle culture materialiste e utilitariste. Il lettore laico troverà in questi passaggi un orientamento ideologico preciso, non sempre temperato dal distacco che una trattazione saggistica richiederebbe. Ma sarebbe disonesto negare che l’argomentazione è coerente, e che il problema da cui muove — la distanza crescente tra vita pubblica e coscienza morale — è reale e urgente, qualunque sia la prospettiva da cui lo si osserva. Proprio in un’epoca in cui la coscienza viene spesso ridotta a preferenza personale o a rumore di fondo nei dibattiti pubblici, un libro come questo ricorda una verità scomoda: senza un tribunale interiore, ogni legge diventa solo un’imposizione, e ogni scelta si trasforma in calcolo. Bortolotti non pretende di chiudere il discorso. Lo riapre, con pazienza e con una certa ruvidezza di stile che, in fondo, è un pregio. Detto questo, resta un’ultima considerazione che merita di essere formulata. In un’epoca in cui il dibattito pubblico è dominato dalla velocità e dalla superficialità, un libro che chiede al lettore di fermarsi a riflettere sulla propria vita interiore — sulle crisi di mezza età, sul senso di colpa, sul rimorso, sulla morte — ha già il merito di andare controcorrente. Bortolotti non scrive per stupire, non insegue la provocazione, non vuole fare scuola. Vuole semplicemente, e non è poco, ricordare che esiste qualcosa dentro di noi che non si lascia mettere a tacere. Lo ricorda con una citazione di Thomas More che chiude il volume, e che da sola vale la lettura: quando per sopravvivere bisogna scegliere di negare la coscienza, è necessario scegliere quest’ultima e non la sopravvivenza.
