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Se la strada porta a Lisbona, è quella giusta.

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Qualche mese fa, mi trovavo in Toscana e mi sono imbattuta in una graziosa libreria che vende libri accompagnati da un piccolo burgiardino farmaceutico. Lì trovate scritta categoria farmaceutica, le indicazioni terapetiche e le dosi. L’idea mi è sembrata così vincente che ho deciso di farla mia e riproporla per l’occasione.

Deviazioni, Storie di un italiano a Lisbona (Tuga Edizioni) – di Marcello Sacco – non appartiene ad un’unica categoria farmaceutica, ma adirittura a tre. Puo essere prescritto per tre ragioni che esaltano tre differenti tematiche di cui mi preoccuperò oggi di parlarvi.

In questa maniera devierò la vostra attenzione da un’indicazione terapeutica all altra.

La prima categoria farmaceutica alla quale appartiene è: antistereotipi. Lo prescriverei per il trattamento di chi riconosce l’importanza di affidarsi alle proprie forze senza poter, o dover, contar su nessun altro.

In questa categoria rivedo la tematica dell’uomo.

Il romanzo ci guida da un paesino francese, di cui il protagonista Fabrizio non ricorda il nome, dopo la giusta dose di Pastis, verso Lisbona. Come l autore stesso scrive, per Fabrizio e il suo amico Flavio questo era il primo vero viaggio da uomini liberi. Per Fabrizio, da neo laureato, per Flavio da neo divorziato. E con un mazzo di chiavi inviato per posta, in un modesto appartamento, Fabrizio inizia a capire la dimensione dei cambiamenti che progressivamente l’ avrebbero trasformato da ospite di passaggio di una Lisbona da cartolina, a residente. È a Lisbona che Fabrizio si innamora, in una festa di capodanno, di Margarida. È a Lisbona che Fabrizio scopre le gioie della paternità con la nascita di Margarida. È a Lisbona che Fabrizio inaugura una serie di primi anni di veri contratti di lavoro, da Professore di educazione musicale a Docente di italiano presso la sede portoghese della FIAT, così come i contratti da interprete. È a Lisbona che Fabrizio scopre il piacere di ″saltare sui tram in corsa, come fanno ancora oggi i ragazzini a Lisbona, piuttosto che innamorarsi di gente al capolinea″.

A Lisbona Fabrizio si conosce e ri-conosce uomo.

Capendo l’importanza di, alcune volte, poter contar solo su se stesso.

Queste prime indicazioni si sposano perfettamente con un’altra categoria farmaceutica, quella degli integratori per cambiamento.

Deviazioni è, infatti, indicato per chi ha bisogno di abbandonare la comfort zone e prendere la strada del cambiamento.

Il viaggio che il nostro Fabrizio intraprende è la strada del e per il cambiamento. Ma è anche un viaggio reale per le ruelas intrise di saudade di Lisbona, dove, al tramonto, ″a Praça do Rossio, la luce si attenua e comincia a stemperare verso il giallognolo″. Un viaggio che riporta indietro Fabrizio negli anni quando, sotto l’arco do Porta Rudiae a Lecce, si innamorò del viaggio innamorandosi di una guida turistica locale. E tra la partenza e il traguardo, in mezzo c’è il cambiamento. Dalla cotterella salentina, Fabrizio passa all’amore di e per una vita che Lisbona gli consegna. Lisbona è il viaggio che, dal giovane Salento, porta il protagonista a sentirsi uno scopritore di nuovi mondi, direi: dell’amore, della paternità e del lavoro.

… Ma Fabrizio è realmente pronto a vivere tutti questi cambiamenti?

Questo romanzo pare navigare ed arricchisce la vita delle lingue nelle quali Fabrizio naviga, il portoghese e l’italiano, diventando così,  e cercando di parafrasare Sulman Rushdie, lui stesso un uomo tradotto. Queste premesse per introdurvi l’ultima delle categorie farmaceutiche alle quali Deviazioni appartiene, quella dell’acceleratore della curiosità e dell’investigazione. Prescritto per rafforzare le capacità di investigazione e per chi deve trovare il modo per capire più informazioni possibili per arrivare ai propri obiettivi.

L’arte della ricerca è quella che forse piu di tutte caratterizza Fabrizio.

Fabrizio, docente di lingua italiana, professore di musica, interprete su commissione, padre, mammo: pare sempre essere alla costante ricerca di parole che possano tradurre le sue esperienze, le emozioni e i sapori lusitani e anche il destino dei personaggi che, se pur marginali, sono la cornice perfetta di questo romanzo.

Ho cercato qui di raccogliere una piccola, ma non finita, lista di termini sui quali il nostro Fabrizio apre una serie di riflessioni sentimentalmente linguistiche:

Fica per restare

Bispos per vispi

Polpos per colpi

um corpo e meio per un letto a una piazza e mezza

Apagar per appagamento.

L’autore del romanzo gioca, lungo l’intero romanzo, sulla miseria e splendore della traduzione, proponendo multiple letture, dal carattere ironico, sarcastico, triste e unico al tempo stesso rendendo possibile un viaggio impensabile: il testo stesso.

Dosi e tempi di somministrazione: leggere un capitolo al giorno, scrivere una lista di desideri per il futuro, interrompere la somministrazione e ricominciare quando la consapevolezza della strada da seguire sopraggiunge.

Se porta a Lisbona è quella giusta.

E alla fine sono giunta alla conclusione che, comunque sia, la grande letteratura non si spiega, ma si rivela. Lasciate, allora, che Deviazioni si riveli a voi.

Cristina Gemmino
News Reporter
Dottoranda in Studi Africani è un’italiana non italiana, una brasiliana non brasiliana, un’africana non africana. È creola. È tutto e spesso il contrario di tutto, pronta a lasciare spazio all’incoerenza perchè l’universo possa mostrare l’infinito che si cela dietro alla collina, o alle sette colline della sua amata cidade linda. O Ancora, tra le ali di un aereo.
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