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IL ”DOPPIO SEGRETO” NELLA LETTERATURA INGLESE DEL XIX SECOLO

René Magritte, Le Double Secret

I am the chief of sinners, I am the chief of sufferers also.

(Sono il capo dei peccatori, sono anche il capo dei sofferenti)

Da: Dr. Jekyll and Mr. Hyde

Il Doppelgänger nellepoca romantica e vittoriana

Il tema del doppio è un concetto molto antico, un fenomeno culturale presente in letteratura ed in studi di psicologia, usato per descrivere situazioni in cui una persona appare come il duplicato di un’altra e per indicare il gemello malvagio di un personaggio o, ancora, due persone tra loro strettamente correlate in quanto a condivisione di interessi o ad una determinata caratteristica che le accomuna. Il personaggio risulta essere sempre una delle due metà nella quale si tramuta, in precisi momenti di scissione e trasformazione che ricorrono puntualmente nella storia. Solitamente la presenza del doppio rimanda a tratti di personalità che il personaggio vorrebbe avere e cui aspira; può altresì rappresentare l’esternazione dei tratti peggiori e malefici presenti all’interno della persona stessa.(1) Le due metà vengono messe in risalto per mostrare la complessità e le contraddittorietà presenti nell’individuo, la scissione interiore che mette in luce i due lati di una stessa personalità, buono e cattivo.

La natura ambivalente dell’uomo ha attirato molti scrittori inglesi dell’epoca romantica e vittoriana, dove il tema della duplicità ha esercitato un grande fascino a livello artistico e letterario. In particolare nell’epoca vittoriana, ci si trova di fronte ad un quadro sociale fondamentalmente scisso, costituito da una società moralista ed ipocrita che promuoveva l’idea delle classi medie e abbienti  circa la centralità del dovere, del duro lavoro, della carità cristiana e della falsa compassione, della famiglia intesa come pilastro ed esempio di rispettabilità, della rigidità del codice morale e di condotta, e ancora della repressione sessuale, della severità e conformità rispetto all’ordine stabilito. Dietro a tale facciata, fatta di apparenze e ideali governati da ragione e controllo, si nascondeva invece la vera realtà, quella della miseria delle classi sociali più povere e lavoratrici, fatta di sfruttamento, malattie, sofferenza, fatica, morte, corruzione morale, profonda ingiustizia sociale. Molti autori hanno utilizzato delle strategie per rappresentare nelle loro opere questa dicotomia e il dualismo tra ciò che veniva pubblicamente mostrato (rispettabilità, facciata, principi puritani) e ciò che al contrario avveniva nella sfera intima e privata dell’individuo (impulsi sessuali repressi, problematiche sociali, piaga della prostituzione). Tuttavia, la rappresentazione simbolica di questi  aspetti ambivalenti dell’uomo e della società da parte degli scrittori dell’epoca e il loro tentativo di scindere il bene dal male si sono dimostrati fallimentari, poiché alla fine dei loro racconti il personaggio scisso sempre soccombeva alle forze distruttrici e drenanti dei propri vizi, della propria immoralità e lascivia. Egli finiva così per perdere la vita, mentre le forze del male avevano il sopravvento, confermando come, in quel tipo di società, non fosse possibile sottrarsi a tale dualismo e come fosse invece necessario scendere a patti ed accettare il cosiddetto “compromesso vittoriano”.(2)

Esempi letterari 

Nell’opera letteraria Frankenstein, scritta da Mary Shelley nel 1818, il mostro creato dallo scienziato svizzero Dottor Frankenstein può essere visto come l’alter ego malvagio del creatore, la sua parte più attiva e carnale, il sé scisso dello scienziato che sarà in grado di commettere ogni sorta di crimine e crudeltà: ma come conseguenza etica della manipolazione della natura, il giovane scienziato verrà punito dalla creatura stessa che ucciderà tutti i suoi affetti.

Un altro esempio letterario del doppio lo si ha nella short story William Wilson scritta nel 1839 dallo scrittore americano Edgar Allan Poe, nella quale l’alter ego è rappresentato da un personaggio a sé stante, identico al protagonista e portatore dello stesso nome, degli stessi abiti, che apparirà da monito e sfida in tutti i momenti cruciali della vita di Wilson.

Ma le opere maggiormente indicative per quanto riguarda la rappresentazione del doppio risultano essere Il Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde del 1890 e Lo strano caso di Dr. Jekyll e Mr. Hyde scritto da Robert Louis Stevenson nel 1886. 

In The Picture of Dorian Gray i protagonisti sono Dorian, un bellissimo giovane nobiluomo, ed il suo ritratto che ne rappresenta il doppio e l’anima peccaminosa e corrotta dalle sue azioni immorali. Alla fine del romanzo Dorian colpirà con un coltello il dipinto nel tentativo di distruggerlo, poiché non sopporterà di vedere riflessa in esso la corruzione della propria anima e i segni della propria vecchiaia; ma quest’atto comporterà la morte del protagonista stesso. 

Invece, nel racconto di Stevenson, il protagonista Henry Jekyll, un brillante scienziato scozzese, inventa una pozione in grado di scindere le due nature presenti nell’uomo, il buono e il malvagio. Quest’ultimo, nel racconto, è impersonato da Mr. Hyde, personaggio mostruoso, piccolo, pallido e deformato, crudele e criminale, che riuscirà a prevalere sul bene rappresentato dallo scienziato. Si tratta quindi di un esempio di doppia personalità, caratterizzata dal perenne conflitto tra il bene e il male. Dr. Jekyll e Mr. Hyde sono le due facce della stessa medaglia, due aspetti della stessa persona, il conscio e l’inconscio; essi assurgono inoltre a simbolo della duplicità e ambivalenza presenti nella società vittoriana: da un lato Jekyll, il personaggio rispettabile, caritatevole e noto negli ambienti pubblici, dall’altro Hyde,  la maschera oscura e misteriosa che opera nel cuore della notte nelle aree malfamate di Londra e che rappresenta il lato negativo presente in ogni individuo. Il nome stesso, Hyde, significa “nascondere”: egli agisce infatti nel buio, nell’ombra. (3)

L’elemento che accomuna le storie di queste opere narrative è il messaggio morale che esse trasmettono, secondo il quale il male verrà alla fine sconfitto e di conseguenza anche i protagonisti soccomberanno ai loro stessi peccati e alle loro debolezze. 

La dicotomia Jekyll/Hyde

Jekyll è una persona buona, consapevole del fatto che in lui esista una duplice natura: per questo separa il male dal proprio sé, donandogli vita propria, creando così la figura di Mr. Hyde. Ma ciò facendo, egli rafforza ulteriormente il potere negativo del male, non più ora soltanto in parte insito nella propria persona, ma presente in toto nel personaggio di Mr. Hyde. (4) “I learned to recognise the thorough and primitive duality of man…of the two natures that contend in the field of my consciousness, even if I could rightly be said to be either, it was only because I was radically both” (Imparai a riconoscere la totale e primitiva dualità dell’uomo…delle due nature in contrapposizione nelle mia coscienza, e giustamente mi si sarebbe persino potuto considerare una sola delle due, per il semplice fatto che alla radice ero entrambe); “All human beings are commingled out of good and evil: and Edward Hyde, alone, in the ranks of mankind, was pure evil.” (Tutti gli esseri umani contengono una mescolanza di bene e male: e Edward Hyde, solo, nella schiera degli esseri umani, era pura malvagità).

Dr. Jekyll, reprimendo la parte di sé più primitiva, è portato a ricercare un modo per dividere il proprio essere in due: “If each, I told myself, could but be housed in separate identities, life would be relieved of all that was unbearable; the unjust might go his way…and the just could walk steadfastly and securely on his upward path.” (Pensai che se entrambe le nature potessero essere ospitate in identità distinte, la vita risulterebbe più sopportabile; l’ingiusto proseguirebbe per la sua strada…e il giusto procederebbe rapido e sicuro in crescita lungo il proprio percorso). Questo passaggio segna la scissione psicologica di Hyde da Jekyll, confermando Hyde come doppio giustificato, reso morale.

Jekyll, nel corso della sua prima trasformazione, svela come la repressione della propria natura possa avere un impatto sia a livello fisico che psicologico: “I felt younger, lighter, happier in body; within I was conscious of heady recklessness, a current of disorder, sensual images running like a mill race in my fancy, a solution of the bonds of obligation, an unknown but not an innocent freedom of the self” (Mi sentivo più giovane, leggero e felice; dentro di me ero consapevole della mia inebriante sfrontatezza, una corrente di disordine, immagini sensuali che correvano come gore nella mia fantasia, uno scioglimento dai vincoli dell’obbligo, una sconosciuta ma non innocente libertà dell’essere). Successivamente descrive come si sentiva nel personaggio di Hyde: “I knew myself, at the first breath of this new life, to be more wicked, tenfold more wicked, sold a slave to my original evil.” (Conoscevo me stesso fin dal primo respiro di questa nuova vita, sapendo di essere malvagio, dieci volte più malvagio ancora, venduto come schiavo alla mia malvagità originaria).

Mentre Hyde gradualmente acquista forza e prende il sopravvento, diviene sempre più arduo e impegnativo per Jekyll tenerlo sotto controllo e rinunciare alle trasformazioni: “I began to be tortured with throes and longing, as of Hyde struggling after freedom; and at last, in an hour of moral weakness, I once again compounded and swallowed the transforming drought.” (Iniziai a sentirmi torturato da agonie e brame, come se Hyde fosse lì a combattere per la sua liberazione; e alla fine, in un momento di debolezza morale, ancora una volta preparavo e ingerivo la pozione per trasformarmi). E ancora: “At that time my virtue slumbered: my evil, kept away by ambition, was alert and swift to seize the occasion; and the thing that was projected was Edward Hyde.” (In quell’istante la mia virtù si assopiva: il male in me, tenuto a bada dalla mia ambizione, se ne stava vigile e pronto a cogliere l’occasione; e Edward Hyde ne era la proiezione).

Come il potere di Hyde cresceva, quello di Jekyll si faceva più flebile; queste sono le parole finali dello scienziato, ormai consapevole della propria rovina, dell’inevitabile fine: “God knows; I am careless; this is my true hour of death, and what is to follow concerns another than myself. Here then, as I lay down the pen and proceed to seal up my confession, I bring the life of the unhappy Henry Jekyll to an end.” (Solo Dio sa, io sono noncurante; questo è il momento giusto per morire, e ciò che seguirà riguarderà un altro, non me. Dunque qui, mentre poso la penna e procedo a sigillare questa confessione, metto fine alla vita dell’infelice Henry Jekyll). Dopo la morte, le due identità si ricostituiranno nuovamente come unità.(5)

Il doppio segreto”

L’opera da me scelta per rappresentare questo studio è Le double secret di René Magritte (1927), un altro esempio del concetto di Doppelgänger, in cui l’artista raffigura su uno sfondo azzurro diviso tra cielo e mare un busto di donna, il cui volto apparelacerato o tagliato, lasciando emergere una materia simile alla corteccia di un albero adornata da sonagli e non, come ci si aspetterebbe, sangue, ossa e fasci muscolari. Una raffigurazione irreale, ma che diventa reale laddove si vogliano rappresentare o meglio visualizzare i meccanismi del pensiero e le distorsioni cui l’interpretazione della realtà è spesso sottoposta. (6) La spaccatura del volto è profonda, diversa dal volto liscio e privo di espressioneche la dissimulava. È come se la maschera vi fosse stata proprio strappata; tuttavia, ciò che essa celava è ancora più misterioso e si rimane colpiti di fronte a questa ampia cavità oscura e complessa.Matisse illustra in questo modo il baratro che separa l’essere dalla sua apparenza, svelandone l’enigma, il mistero, la duplicità.(7)

Conclusione

La nozione di Doppelgänger è antica, radicata nella leggenda e nella superstizione; compare per la prima volta nel mito greco che narra di Narciso, il quale, specchiandosi nell’acqua, vede e si innamora del proprio riflesso. Per quanto riguarda la tradizione classica romana, il doppio fu usato nelle commedie di Plauto come elemento comico, in particolare nella commedia Menecmi,in cui viene utilizzato come espediente per creare la situazione comica nel contesto della commedia degli equivoci. E Ovidio,nelle Metamorfosi, si sofferma sulla descrizione di oltre duecentocasi di trasformazioni, rappresentando un mondo dominato dall’illusione e dall’apparenza, dove sovente i personaggi smarriscono il senso della realtà. Il mondo germanico ed il folklore nordico interpretano invece la figura del doppio come segno infausto, di pericolo o morte incombenti, o di cattivo presagio: i Doppelgänger si presentano quindi come spiriti maligni che infestano ed ossessionano, gemelli malvagi o messaggeri del male. (8) Non si può inoltre negare come la figura del doppio risulti essere tanto attuale e presente nella nostra epoca: basti pensare agli avatar e alle doppie identità virtuali tipiche del mondo moderno governato dalla tecnologia.

There comes an end to all thingsand this brief condescension to evil finally destroyed the balance of my soul

(C’è una fine per tutte le cosee questa mia breve accondiscendenza al male ha distrutto infine lequilibrio della mia anima)

Da: Dr. Jekyll and Mr. Hyde

Opere

Robert Louis Stevenson, The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, Longmans, London, 1886

Oscar Wilde, The Picture of Dorian Gray, Penguin Books, 1949

Mary Shelley, Frankenstein, or, The Modern Prometheus, London, 1818

Edgar Allan Poe, William Wilson. A Tale, Burton’s Gentleman’s Magazine, USA, 1839

Bibliografia

Damrosch, David and Kevin J. H. Dettmar, The Longman Anthology of British Literature, 4th ed. Vol. 2B. New York: Longman, 2010

(1)The motif of the double, webnode.it,  April 2015

(2)The theme of the doubtleskuola.net

(3)Roy Johnson, The doublemantex.co.uk, 2017

(4)Doubles, English literature, ukessays, Nov.2018

(5)The Double in the Details, British Literature 1700-1900, a course blog, 2014

(8)The theme of the double, ready to teach. it

(6)Il Doppio, Museo del Parnasso. It

(7)Tema del doppio in arte, René Magritte, Il Doppio Segreto, docsity . com

Živković Milica, The Double as the Unseen” of Culture: Toward a Definition of Doppelganger, Facta Universitatis Linguistics and Literature 2 (2000): 121-28. Scientific Journal Facta Universitatis, Nov. 2000

News Reporter
Claudia Messelodi lavora come insegnante di lingue e letterature straniere in un liceo. Ama scrivere poesie ed haiku sia in italiano che in altre lingue straniere, principalmente in inglese. Parecchie sue liriche hanno ottenuto premi e riconoscimenti poetici e sono state pubblicate su antologie nazionali ed internazionali, su riviste poetiche online e cartacee, su siti e blog specializzati. Ha pubblicato diversi saggi letterari e dodici raccolte poetiche a partire dal 2012: Sky-blue Wisteria/Glicini Azzurri, Variations of Sky and Soul/Variazioni di Cielo e Anima, Interlacements/Intrecci, Sinuosità, Blue Moon, Colori nel Vento, Alternanze, Nonostante il Vento, Porte Socchiuse, Luce, I Colori dell'Arcobaleno, Un pacificante intreccio di pensieri. www.claudiastones.blogspot.com
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