INTERVISTA A EZIO FELISA, IL “PITTORE DELLA NATURA”

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INTERVISTA A EZIO FELISA, “PITTORE DELLA NATURA”

Vive e opera a Melegnano (MI)

  • Dal Golfo dei Poeti a Melegnano: come la sua provenienza geografica ha influenzato la sua arte?

Non è stata decisiva, in quanto la mia pittura si è formata prevalentemente in Lombardia, dove ho conosciuto un maestro ed un gruppo di artisti del Circolo Artistico Melegnano, con i quali ho lavorato molto. Però è rimasto in me il desiderio di dipingere il mare e le scogliere, il che rimanda alle mie origini liguri. Il noto poeta Guido Oldani dice, recensendo la mia opera: “Ezio Felisa viene dal mare di acqua e sale per approdare a quello verde d’erba in Lombardia”; nella misura in cui vivo qui da 46 anni, tutta la mia formazione artistica è avvenuta qui. Ciononostante le mie prime mostre personali ricorrono proprio a La Spezia, negli anni 1980/81/82 a Lerici; poi nella stessa provincia, a Portovenere, nel  1987 e nel 1996 nuovamente a Lerici, con il patrocinio del Comune, nel castello di San Terenzo. 

  • Quali sono le correnti artistiche cui si ispira e perché è conosciuto come “pittore della natura”?

Ho approfondito lo studio degli impressionisti francesi e dei macchiaioli toscani. Condivido il modo di dipingere “en plein air”, insieme allo studio della luce e la pittura su tavolette di legno. Ho visitato molte mostre e studiato libri e cataloghi in materia per accrescere le mie conoscenze. Il mio maestro (1982) praticava una pittura chiaramente impressionista. La mia è una pittura tradizionale e classica; tratto il paesaggio della pianura lombarda e i boschi della montagna, le nature morte, i fiori e le marine. Da qui, giunge la denominazione coniata dalla critica Lidia Silanos “il pittore della natura”. La stessa definizione è stata poi ripresa da un eminente letterato e critico, Nazario Pardini, Ordinario di Letteratura all’Università di Pisa, che ha scritto una nota sulla mia arte dopo aver condiviso l’esame dei miei lavori con un comune amico poeta, appartenente al suo gruppo di letterati.

Negli oltre 40 anni di pittura, ho dedicato gli ultimi 10 anche alla tecnica dell’acquerello con la quale riesco ad esprimermi con più libertà pur rimanendo legato alla mie tematiche.

  • Quali sono i fattori che danno una certa originalità ai suoi lavori?

La mia pittura è piuttosto tradizionale. Cerco sempre di curare l’atmosfera del quadro; mi piacciono i grigi delle nebbie e degli inverni, ma anche i caldi colori autunnali. Curo molto anche il dettaglio dei particolari: gli alberi e l’acqua con le sue trasparenze, sulle quali ho condotto molti studi. A questo, si aggiungano la ricerca nell’utilizzo e nell’impasto dei colori nei quali si nota sempre grande “politezza”, come evidenziato dal critico d’arte Renzo Civardi. Cerco di riprodurre la realtà che vedo; rifuggo approcci fantastici e surreali.

  • Quali mostre ed eventi di respiro locale e nazionale la vedono coinvolta?

Ho tenuto più di 26 mostre personali, più di 20 tra Melegnano e Sud Milano. Ho partecipato a         centinaia di collettive fra le quali meritano una menzione: Dolce Acqua (Imperia), Genova (Museo       “Galata”), Legnano, Piacenza, Lodi, San Donato Milanese, Sant’Angelo Lodigiano, Tirano (SO).            A Milano presso le Gallerie “Sassetti”, New Ars Italica, Spazio Guicciardini, Artepassante e Artisti di      Bagutta.

Miei quadri sono presso collezioni private a Singapore, in Cina, negli U.S.A. e in Francia.

  • Ha dei progetti futuri?

Al momento, ritengo sia alquanto arduo, vista la situazione generale. Ho fortunatamente dei contatti che potrebbero comportare sviluppi futuri interessanti. Spero che si realizzino.

Utilizzo in misura modesta i social media, ma mi hanno comunque consentito di raggiungere molte persone. Su “YouTube”, è presente un documentario sulla mia produzione pittorica. Partecipo all’attività di alcune associazioni, fuori di Melegnano.

Stefano Chiesa

News Reporter
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