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Come molte persone che si sentono maschi e desiderano partner dell’altro sesso sono cresciuto con una tonnellata di traumi legati alla mia incapacità di comprendere l’emotività delle ragazze che incontravo. E mi porto dietro diffidenza e paura verso l’altro sesso.

Ma queste sono solo emozioni mie, che cerco di elaborare e con le quali provo a fare i conti.

Fin da ragazzo, sul piano normativo, mi è parso assolutamente ovvio che il mondo fosse di tutti. Che la partecipazione femminile fosse insufficiente, che gravi stereotipi vincolavano ancora l’emancipazione femminile. La libertà e la democrazia sono valori fondamentali; la pari opportunità, il rispetto, l’autodeterminazione delle donne è assolutamente un elemento centrale dei principi liberali e democratici.

In media ci sono effettivamente differenze di sensibilità fra uomini e donne. Su questo ci sono ormai studi importanti. Sono però medie piene di eccezioni e l’influenza dell’educazione è molto importante. Il cameratismo femminile o maschile non mi sembra scorretto. È solo un modo per esorcizzare le difficoltà del dialogo fra due sessi, che sono molto spesso molto diversi. Anche solo il fatto che i gameti femminili sono pochi e complessi, quindi preziosi, mentre quelli maschili sono tanti e semplici, quindi sperperabili, porta con sé delle conseguenze comportamentali importanti.

Purtroppo il cameratismo scherzoso sfocia in affermazioni piene di rancore che pretendono di avere un valore morale assoluto. E questo capita sia nei gruppi di uomini che in quelli delle donne. Fa più specie il primo caso, perché ancora la maggior parte delle società, anche quelle liberali e democratiche, seppure in misura minore, vedono il maschio in posizione dominante. Ma c’è anche il secondo. L’essere umano ha paura del nuovo e del diverso e le donne e gli uomini hanno questa paura in molti casi. Perché, ci sono tante diversità, sia medie che individuali. Lavorare su queste diversità e trasformarle in una ricchezza e non in un limite è un compito difficile a cui tutti dobbiamo partecipare.

News Reporter
Davide Orlandi (Mede, 15/07/1992), sono un insegnante di Filosofia e storia, materie letterarie e linguistiche negli istituti medi e superiori. Ho cinque lauree e attualmente sono dottorando in Filosofia presso l'Università di Granada. Dal mese di Maggio 2017 collaboro con il portale di filosofia “Pensiero Filosofico”. Sono volontario soccorritore e centralinista della Croce Azzurra Robbiese. Donatore sangue, volontario e consigliere dell'Avis comunale di Robbio. Volontario dell’associazione robbiese “I Live Panta Rei”, associazione che si batte per gli ultimi e per combattere ogni forma di discriminazione sociale. Corrispondente per il settimanale d'informazione “Il Corriere Eusebiano”, con sede a Vercelli (VC). Dal 2022 collaboro con il Giornale letterario. Membro del comitato di redazione della Rivista di filosofia e scienze umane "Le voci di Sophia". Ho vinto innumerevoli concorsi letterari nazionali e internazionali, sia a carattere poetico-aforistico che filosofico. Con Aracne ho pubblicato i seguenti libri: Cartesio e Bourdin. Le settime obiezioni (2016); Linguaggio e forme di vita. Saggio su Ludwig Wittgenstein (2017); Diego Marconi e la sua competenza lessicale. Un'analisi critica (2019). Interpretazioni di interpretazioni. Indagine sul prospettivismo nietzschiano, Youcanprint Editore, 2020; Come guarire dai social network attraverso due romanzi, Youcanprint Editore, 2021; Quel pazzo di Nietzsche. Come leggere la nostra vita e quelle altrui, AbelBooks, 2022; L'occasione del cambiamento, Youcanprint Editore, 2022. Ho collaborato con varie personalità di spicco del panorama culturale italiano e straniero come Mogol, Alfredo Rapetti Mogol (Cheope), Vittorio Sgarbi, Francesco Gazzè, Alessandro Quasimodo, Cosimo Damiano Damato, Hafez Haidar, Francesco Baccini, Tomaso Kemeny, Dato Magradze, Nunu Geladze, Reddad Cherrati, Franco Arminio, Alberto Casiraghy, Fabrizio Caramagna, Alessandra Paganardi e molti altri. Nel 2021 sono stato nominato “Uomo Illuminato” dagli Stati Generali delle Donne.
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