ADRIATIKA, romanzo di MAURIZIO GIOIELLO

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“Gino è stato per quarant’anni dipendente di un Consorzio Agrario. Quando viene suo malgrado pensionato, il mondo intero gli crolla addosso e finisce col vivere in perenne solitudine, perché il lavoro era tutto per lui. […] Era sempre stato, però, un ascoltatore attento e discreto, tanto da diventare il confidente di chiunque avesse avuto bisogno di sfogarsi […] finalmente arriva l’incontro decisivo, quello con Adriatika, una donna albanese che, da ragazza, era giunta per la prima volta in Italia l’8 agosto 1991, a bordo del mercantile Vlora. […] Purtroppo le maldicenze sul loro rapporto finiranno per esasperare Gino, al punto tale che deciderà di confidare la propria pena – e un segreto mai rivelato in precedenza – a don Salvatore, a cui affiderà una sorta di confessione.”
La quarta di copertina di questo romanzo rivela già il nucleo fondante della storia che Maurizio Gioiello racconta con uno stile accattivante, dai toni leggeri e drammatici allo stesso tempo. Prende così vita un’opera in cui la tragica attualità delle migrazioni della nostra epoca si allaccia alle vicende, fatte di dolore, sconfitte personali, ma anche rinascite esistenziali, vissute dai membri di una famiglia piccolo borghese italiana, dagli anni Sessanta del boom economico fino ai nostri giorni.
L’organizzazione del discorso denota una tecnica narrativa non sempre scontata in chi si cimenta con la scrittura. L’autore ha saputo tracciare l’evoluzione delle due storie di cui sono protagonisti Gino e Adriatika costruendo, davanti agli occhi del lettore incuriosito, un alternarsi di momenti perfettamente intrecciati tra loro grazie a una sapiente alchimia di tempi, spazi e accadimenti lungo l’arco dell’intera vicenda narrata (dal secondo dopoguerra ad oggi), facendo crescere sempre più la tensione narrativa fino all’epilogo. Il compimento finale può apparire sorprendente solo a chi è arrivato all’ultima pagina senza essere stato in grado di cogliere sottili indizi sparsi qua e là nella trama dietro azioni, dialoghi e pensieri dei personaggi principali. Gino nasconde un segreto intimo mai confessato a nessuno, forse neanche a se stesso. La narrazione della storia che dà vita al romanzo riceve il suo significato più autentico proprio da tale rivelazione.
A mio parere, nelle ultime pagine, le riflessioni fatte dall’esterno dalla voce narrante possono essere considerate la cifra che sintetizza il motore principale della storia raccontata: “L’amore senza interesse, quello che fa battere forte il cuore, quello che indigna, che non ti fa rimanere inerte: questo era il tipo di amore […] Un amore tanto più prezioso perché raro.”

News Reporter
Docente di Lettere a Forlì, ha pubblicato articoli e racconti su riviste online. Alcuni suoi testi, in prosa e in versi, sono stati segnalati in concorso letterari nazionali e pubblicati in antologie cartacee. Nel 2022 ha pubblicato il romanzo “La tentazione della scrittura. Memorie dall’Appennino”, Calamaro Edizioni, Finalista al Premio Nabokov 2023 e Menzione Speciale del Premio Letterario Nazionale Ipazia 2024. Da febbraio 2024 collabora con Il Giornale Letterario del Premio Nabokov.

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