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La questione se il giallo, come anche thriller, noir e hardboiled, meritino di essere considerati un genere letterario nobile è spesso dibattuta. Viene snobbato da molti sedicenti intellettuali come categoria di puro diletto e di scarsa valenza culturale. Basta citare solo alcuni nomi come Edgard Allan Poe, Georges Simenon, Arthur Conan Doyle, Agatha Christie o, per venire in Italia, Leonardo Sciascia e Carlo Emilio Gadda per togliere ogni dubbio residuo.

È vero che dipende dalle scelte editoriali che possono essere indirizzate unicamente verso romanzi di facile lettura per ragioni commerciali, da come il pubblico si approccia al genere e da come vengono impostate le vetrine dei festival letterari per rendere questo tipo di narrativa un mero gioco enigmistico alla caccia del colpevole o farne apprezzare l’insito spaccato sociologico, geografico, la rappresentazione della psicologia dei personaggi e la narrazione dell’epoca storica. 

Un approccio scientifico può dare evidenza ai contenuti culturali e alla ricchezza di questo tipo di letteratura.

Il Festival Treviso Giallo, che nel 2020 è alla sua seconda edizione, è il primo in Italia ed in Europa così impostato, e fornisce un vivace panorama di tavole rotonde su specifici settori, incontri con gli autori e altre interessanti iniziative.

La manifestazione, organizzata dall’Accademia Veneta in collaborazione con il Comune di Treviso, ha come Presidente del Comitato scientifico il Prof. Emerito Elvio Guagnini dell’Università di Trieste, e tra gli altri componenti il criminologo Pierluigi Granata e la responsabile organizzativa Lisa Marra, ed è patrocinata da Regione Veneto, Provincia e Città di Treviso, Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT), Consiglio d’Europa, Università di Ca’ Foscari Venezia, degli Studi di Padova, Trieste e dell’Aquila e la UILM di Milano, dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno/Dolomiti, Confartigianato Marca Trevigiana e Confcommercio Treviso.

Quest’anno inoltre Treviso Giallo inaugura un interessante confronto letterario con la Germania. 

Non spaventi il ricco “curriculum” di collaborazioni e patrocini della rassegna, gli impegnativi temi che verranno affrontati saranno trattati in maniera da coinvolgere un pubblico sempre più ampio di appassionati del genere, come se il Giallo potesse diventare una lente di osservazione della nostra società, di cui si servono gli scrittori per analizzare il lato oscuro dell’animo umano, considerando sia il punto di vista della vittima, sia quello dei tutori dell’ordine, che quello dei criminali.

Inoltre, i momenti di incontro saranno alternati ad attività ludiche come le visite guidate alla “Treviso Noir” che hanno riscosso molto successo durante la prima edizione, il Cluedo Vivente, la proiezione del film “Vertigo” restaurato dalla cineteca di Bologna, un concerto di pianoforte dedicato alle colonne sonore di Hitchcock e la mostra dedicata a Diabolik in omaggio al legame tra giallo e fumetto.

Una visita la meritano anche le cornici nelle quali si svolgerà la manifestazione, che in questa edizione avrà la caratteristica di essere diffusa tra Treviso, Oderzo, Montebelluna, Conegliano e Castelfranco Veneto.

Tra i vari ospiti che si succederanno nelle tavole rotonde e negli incontri potremo vedere Andrea Carlo Cappi, Cecilia Scerbanenco, Carlo Montanaro, Marilù Oliva, Fulvio Ervas, Piergiorgo Pulixi e molti altri.

L’immagine del Festival, dell’autore e illustratore Fabio Visintin, è stata modificata rispetto a quella del precedente anno, la pettinatura della lettrice richiama il profilo di Diabolik personaggio ospite dell’edizione 2020.

A causa dell’emergenza che ci coinvolge le date del festival sono state fatte slittare al 24, 25, 26 e 27 settembre, e sono in fase di valutazione i luoghi e gli ambienti dove verranno tenute le varie iniziative, in modo da fornire le migliori condizioni di sicurezza possibili, accanto all’adeguata fruibilità per il pubblico.

Rimanete sintonizzati per il programma completo!

Barbara Cremaschi
News Reporter
Nasce in Liguria in pieno baby boom, ma prestissimo si trasferisce in Veneto terra d’origine della famiglia. La passione per lo studio è talmente grande che quasi nemmeno si accorge di aver sbagliato indirizzo e persevera fino a laurearsi in Chimica Industriale, o forse guardando verso il faro dei grandi, inarrivabili, scrittori con cui condividere la matrice scientifica. Dopo quasi 20 anni di lavoro in un centro ricerca del petrolchimico di Porto Marghera, condividendo ansie, lotte e disillusioni di migliaia di lavoratori che si ritrovano piano piano a essere centinaia, trova impiego nel settore ambientale che la porta a conoscere nuove sfaccettature della regione in cui vive. Ma non soddisfatta da relazioni tecniche, articoli scientifici, brevetti, immersioni tra le pagine dei libri, si cimenta con la scrittura. Unisce alla passione per l’ambiente, quella per i viaggi, la musica e camminare, praticare lo yoga, nuotare, pedalare, leggere, leggere, leggere.
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