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Due poesie inedite dal progetto «Nunca digas Duluth»

E se la luce fosse parola?

La qualità delle ombre fa striscia

per gli istanti.

Mattino di nebbia

che recepisce promesse;

giardini sinonimo di sentieri;

clamore che si apprende

se riusciamo a dimenticare l’attesa;

andirivieni di sfumature

che vogliono contrastare con il venale

e mostrano le certezze del mondo

in versi che riversano paesaggi.

Fulmine, giorno, febbraio

come un profilo sottile

di umidità che non dura.

Ostinarsi nella parola. Perché e se fosse luce?

¿Y si la luz fuese palabra?

La calidad de las sombras repta

por los instantes.

Mañana de niebla

que transpone promesas;

jardines sinónimos de sendas;

algarabía que se aprende

si conseguimos olvidar la espera;

vaivenes de matices

que quieren contrastar con lo venal

y muestran las certezas del mundo

en versos que derraman paisajes.

Rayo, día, febrero

como un perfil fino

de humedades que no duran.

Obstinarse en la palabra. Porque ¿y si fuese luz?

Non ho te. Non riesco a sentire quanto sia vasto il mondo

e pensare nello stesso tempo che ti possiedo, come non possiedo quel vento

che oggi fa sventolare le bandiere fino quasi a strapparle.

Non sei mia – che pensiero assurdo – ma semplicemente,

con il mio desiderio di essere discreto per non alterare l’ordine delle cose,

Ti abbraccio in un luogo che potrebbe essere la fine di un percorso

e sto insieme a te per trovare ragioni e consegnartele,

perché tutto sembra lontano e di tanto in tanto arriva un annuncio invernale

che cerco di dissipare credendo in te, sperando che gli altri

considerino il tuo errore nell’andartene. Ti vedo, ti tocco, ma non ti ho

perché conosco il tuo dolore, il tuo coraggio nel resistere a un fiordo

e che l’emozione è qualcosa di più di un precipizio. Sapere vivere in questo viaggio,

saper vivere così -essendo- è il segnale per non incatenarti,

quando alcuni credono che il significato si ottenga dicendo frasi vane

che spezzano – per quanto poco pensiamo – l’integrità dell’altro.

Ti ammiro, ti contemplo, condivido lo splendore di un albergo bianco e rosso,

Calpesto i tuoi passi o propongo un percorso verso un punto di vista che non conosco;

Ti ascolto, cerco di capirti e parlo troppo, ma tu non sei mia,

perché è tutto molto semplice, perché è così che si va insieme,

sgombrando luoghi – luoghi comuni, soprattutto –

disfando le parole, abbattendo steccati e limiti e paure

e lasciando andare i possessi per trovare la libertà,

saper essere vicini nella larghezza del mondo.

Yo no te tengo. No puedo sentir lo vasto que es el mundo

y pensar a la vez que te poseo, como no poseo ese viento

que hoy hace ondear las banderas hasta arrancarlas casi.

No eres mía -qué pensamiento absurdo- sino que simplemente,

con mi afán de ser discreto para no alterar el orden de las cosas,

te abrazo en un lugar que bien podría ser el final de una ruta

y estoy contigo para encontrar razones y entregártelas,

porque todo parece lejano y de vez en cuando llega un anuncio de invierno

que intento disipar creyendo en ti, aspirando a que los otros

consideren su error al alejarse. Yo te veo, te toco, pero no te tengo

porque sé tu dolor, tu valor para plantarle cara a un fiordo

y que la emoción sea algo más que un precipicio. Saber vivir en este viaje,

saber vivir así -siendo- es la señal para no encadenarte,

cuando algunos creen que el sentido se obtiene al decir frases vanas

que cercenan -por poco que pensemos- la entereza del otro.

Te admiro, te contemplo, comparto el brillo de un hotel blanco y rojo,

piso tus pasos o te propongo un camino hacia un mirador que no conozco;

te escucho, intento comprenderte y hablo en exceso, pero tú no eres mía,

porque todo es muy simple, porque así vamos juntos,

desbrozando lugares -lugares comunes, sobre todo –

deshaciendo palabras, rompiendo cercas y límites y miedos

y dejando de lado posesiones para encontrar libertades,

para saber estar cerca en la amplitud del mundo.

Critica poetica.

Le poesie di Miguel Angel Real passano di una forma di prosa poetica a una forma sintetica. Quasi ermetica, ma leggendo attentamente queste due poesie non possiamo sottrarci ad essere parte di loro, perchè dentro e fuori rispecchiano la vita di ogni uomo, le sue percezioni e interrogativi. Probabilmente il bisogno di scriverle da parte dell’autore deriva dalla sua capacità di sentire le contraddizioni vissute.  Il tema centrale nella seconda poesia è l’amore, vissuto anche come tensione, attraverso la ricerca di quello che rispetta l’altro e di quello che invece si desidera.  Si legge una volontà di sottolineare la differenza tra amare e possedere, insieme all’introspettiva concezione dell’impossibilità di avere una persona. L’insieme crea una disincantata disillusione tra l’andare e il restare.

La prima poesia, invece, manifesta una  modernità dello stile e del linguaggio, più stringata, più liscia; se vogliamo, più spazio al lettore di immaginare e porsi lo stesso interrogativo tra luce e la parola.

Si coglie con queste due componimenti la capacità di questo poeta di utilizzare ritmi diversi, assonanze e consonanze, in un lessico quotidiano arricchito semanticamente dalla ricerca poetica, producendo un’efficacia poetica sempre attuale. Sul piano dei contenuti, l’autore ci offre emozioni e riflessioni esistenziali particolarmente nitide, che colpiscono il lettore per concretezza e forza icastica.

di Yuleisy Cruz Lezcano

MIGUEL ÁNGEL REAL. Valladolid, Spagna, 1965. Laureato in Filologia francese presso l’Università di qusta città. Risiede in Francia dal 1991, dove lavora come professore di spagnolo al Lycée de Cornouaille di Quimper (Bretagna). Le sue poesie, sia in spagnolo che in francese, sono apparse in numerose pubblicazioni in Spagna, Francia e America.

Sue sono le raccolte di poesie “Zoologies” (Editorial en Huida, 2019), “Virtues de la inercia” (Lastura, 2022), “Come dadi tondi” (Ed. Cisnegro, Messico), da cui è stata fatta una selezione bilingue denominata “Comme un dé rond” (Edizioni Sémaphore, Francia), nonché i libri di poesie in francese “Les rébellions inutiles” (Ed.Douro, 2022) e “Le givre promis” (Ed. Tarmac, 2023).

Come traduttore di poesia contemporanea in francese e spagnolo, ha tradotto – da solo o in collaborazione – più di duecento autori per diversi media in tutto il mondo, pubblicando vari libri in quel campo. Co-dirige la piattaforma letteraria oupoli.fr

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