“Perfect Life” di Alessia Poliandri • Recensione

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“Benvenuti in Perfect Life, il luogo dove tutti i vostri desideri possono diventare quotidianità!”. Così si apre questo romanzo breve o racconto lungo di Alessia Poliandri.
In un futuro distopico in cui la vita virtuale ha preso il posto di quella reale, il colosso societario Vertigo fa affari d’oro. Come? Affittando stanze adibite al godimento di realtà virtuali in cui ognuno può essere e fare tutto ciò che desidera: condurre una vita da nababbo, rivedere persone care ormai scomparse, uccidere. Fuori dalle gigantesche strutture oniriche, però, il mondo è in costante declino: gli esseri umani hanno smesso di cooperare in senso assoluto, al punto che non si fanno nemmeno più figli.
Un’organizzazione di ribelli decide di mettere la parola fine alle attività sconsiderate della Vertigo, che stanno conducendo l’umanità sull’orlo della fine, ed è così che l’attivista Romeo entra nel palazzo 717 del distretto Zaffiro per risvegliare la donna che ‘sogna’ nella stanza ZE8979…
Perfect Life è un’opera breve, un libriccino che consta di una sessantina di pagine in tutto. La scrittura fluida e scorrevole fa sì che lo si legga assai velocemente… ma a durare per tutto il tempo necessario (ore, giorni, per sempre) sono le riflessioni a cui invita.
Particolarmente interessante è il personaggio solo in apparenza marginale di un gatto. Appartiene all’ospite della ZE8979 e alla vita della donna, ma solo virtualmente. Quello vero, in pelo, ossa e bisogno di attenzioni, è ormai abbandonato a sé stesso, rinchiuso in una stanza bianca e privo di tutto tranne che della sussistenza. Sopravvive, nient’altro.
Così, inevitabilmente, ci si chiede: quanti affetti stiamo trascurando, mentre andiamo a caccia di like sui social? Quanto tempo sottraiamo all’interazione con amici e familiari, mentre maneggiamo un joystick? Stiamo davvero vivendo o, piuttosto, dormiamo consumandoci nell’inutilità?

News Reporter
Mi chiamo Anna Marani, sono della provincia di Bologna A un certo punto della mia vita, non sono più andata tanto d'accordo con il mio nome: attualmente, firmo i miei libri con lo pseudonimo A.Mara Cortes. Mi occupo di grafica e sono una scrittrice... ma amo anche leggere (moltissimo!), abbracciare la natura, realizzare presepi e tutto quanto riguarda il Natale e le Barbie. Saltuariamente mi occupo di editing e correzione di bozze, mi assumo incarichi pro bono da Beta Reades, collaboro a riviste letterarie con recensioni e interviste. Ho pubblicato Malìa d'Eurasia, il mio primo romanzo fantasy, nell'ormai lontanissimo 2005. Colpa di Terry Brooks e David Eddings, che con le loro saghe mi fecero appassionare al genere. In occasione dei vent'anni di Malìa, sono stata così fuori di testa da riscriverlo interamente per riproporlo in una nuova edizione. In passato ho scritto a quattro mani con Elena Torre, giornalista e scrittrice viareggina, tre noir di buon successo editi da Romano (Erode e la psicopatia dell'allenamento, L'eroe, E3) e il libro di fiabe per bambini Storie del 5 Elementi (pubblicato con patrocinio del WWF Italia e vincitore, ai tempi, del Premio Internazionale Un bosco per Kyoto). I libri scritti con Elena hanno permesso a entrambe di sostenere progetti importanti, come partecipare all'acquisto di un'ambulanza in seguito al disastro ferroviario di Viareggio del 2009, acquistare farmaci per un ospedale africano, partecipare alla preservazione di un'oasi WWF). Poi mi sono presa una lunga pausa: i miei 'blocchi dello scrittore' possono durare molti anni. Tornata in pista, ho pubblicato racconti presenti su diverse antologie di svariati editori, i romanzi Le donne di Frieder, Il nefilim e Jadelynn de'Thule, Il dado di Nia, Belle di Zia - Come Ogni Vita In Due (quest'ultimo, per ragazzi, incentrato sul lockdown e sulla transizione di genere; notare le maiuscole volute del sottotitolo). Con il giallo per ragazzi Turi Tourette, il mio best seller da quando pubblico in self) nel 2025 ho vinto il Premio Vincenzo Russo - Castel di Carta (Sezione Narrativa edita per ragazzi). Il libro sostiene Tourette Italia ETS con il 50% dei diritti d'autore (mi pare il minimo: ho anch'io la Sindrome di Tourette). Con il libro di favole per bambini Il libro favoloso, illustrato da Miriam Passarella) nello stesso anno ho vinto il premio Fratelli Grimm, sezione Raccolte. A giugno del 2025, PIECE'sof TOURETTE - Quello che le madri non dicono sale sul palcoscenico per la prima volta, al teatro del prestigioso Palazzo di Nervegna di Brindisi. La favola scritta a quattro mani con Vinnie Palombino e da lui illustrata, C'era una volta • Storia di un principe che diventò una principessa e una principessa che diventò un principe, è attualmente finalista al Premio Nabokov nella Sezione Kids. Ma non finisce qui, perché scrivere... sono io. Stay tuned!
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