Un classico del teatro settecentesco, Le false confidenze di Pierre de Marivaux per la regia di Arturo Cirillo è in scena al Teatro Argentina di Roma. Una versione contemporanea del testo, molto riuscita, esplosiva oserei dire, con attori bravissimi, perfetti tempi scenici, regia accattivante.
A partire dalla scelta scenografica di collocare al centro del palcoscenico una pedana girevole dominata da un grande arco rivestito di specchi opachi e consumati, che accoglie una serie di ritratti. Il complesso meccanismo delle entrate e delle uscite degli attori, previsto nel testo originale di Marivaux, viene così ovviato dai personaggi che rimangono sempre in scena, davanti agli spettatori o intravisti dietro alla pedana mentre ruota, creando un suggestivo gioco di luci e ombre che arricchiscono il racconto.
Al centro della pièce il tema dell’innamoramento. Un testo che si adatta perfettamente al discorso contemporaneo sull’argomento, un approccio psicoanalitico tradotto in azione teatrale, una felice intuizione registica che rende lo spettacolo tutto da godere. Marivaux si rivela un acuto osservatore delle metamorfosi dell’animo umano, mettendo in scena un gioco ambiguo tra il falso (le false confidenze appunto) e il vero (le questioni di cuore). Innanzi a questo squilibrio, l’amore riesce comunque a trovare una strada e a scombinare ogni piano razionale.
Al centro della trama, il giovane Dorante (Giacomo Vigentini), nobile decaduto, si fa assumere come amministratore dalla ricca vedova Araminta (Elena Sofia Ricci) con l’obiettivo di farla innamorare. A muovere i fili, con il gusto sottile di far crollare le difese di una donna austera e razionale, è il servo Dubois (interpretato dallo stesso Arturo Cirillo), che incarna il piacere dell’intelligenza capace di orientare le gerarchie sociali: dentro la truffa, inaspettatamente, germoglia un sentimento reale e concreto. I personaggi si muovono in un labirinto di confessioni e menzogne, recitando la verità mentre la dissimulano. La storia si dipana in un giusto equilibrio tra dramma e ironia, rendendo corposo lo scritto di Marivaux. Cirillo è molto bravo a interpretare la falsità furbesca di Dubois, si potrebbe definire un saltimbanco della finta adulazione per guadagnare denaro e prestigio economico. Come contraltare ci sono la vedova Araminta, nell’ottima interpretazione di Elena Sofia Ricci, che conferma il suo talento nello scegliere con cura i tempi scenici che danno corpo al personaggio, e l’eclettico Dorante nella buona interpretazione di Giacomo Vigentini. In scena anche Rosario Giglio come Signor Remy, Orietta Notari nei panni della Signora Argante, Francesco Petruzzelli come Arlecchino, Giulia Trippetta come Marton e Giacinto Palmarini come il Conte, a completare un cast di preparatissimi professionisti.
Le schermaglie tra i protagonisti sono accompagnate dalla musica che spinge sul ritmo dell’azione scenica. L’Arlecchino di Francesco Petruzzelli si muove su queste note dal palco alle quinte della pedana girevole con agilità, con movimenti acrobatici e salti da un lato all’altro, stimolando l’attenzione sullo scorrere degli eventi. C’è anche un ballo liberatorio degli attori, il giusto scioglimento della tensione dopo il climax narrativo. Spiega Arturo Cirillo nelle note di regia: «Le false confidenze è un testo che rasenta la perfezione, a volte capita che nella drammaturgia di un autore ci sia un’opera che abbia un raro e felice equilibrio. Un testo in cui tutti i personaggi hanno una loro identità e importanza, in cui il tema, oltre la trama, è particolarmente messo a fuoco ed esposto con grande coerenza, con la lucidità con cui si dimostra un teorema.» Ed è la stessa coerenza e lucidità con la quale è costruito lo spettacolo.
Le false confidenze
di Marivaux
traduzione e regia Arturo Cirillo
con Elena Sofia Ricci (Araminta), Giacomo Vigentini (Dorante), Rosario Giglio (Signor Remy),
Orietta Notari (La Signora Argante), Francesco Petruzzelli (Arlecchino), Arturo Cirillo (Dubois),
Giulia Trippetta (Marton), Giacinto Palmarini (Il Conte),
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
disegno luci Pasquale Mari
suono Federico Mezzana
assistente alla regia Mario Scandale
assistente scenografo Stefano Pes
costumista collaboratrice Anna Missaglia
foto di Manuela Giusto produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Marche Teatro, Teatro Stabile di Catania

