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  • Come nasce la tua vocazione di musicista polivalente, a 360 gradi? E il tuo percorso di formazione?

Mi sono appassionato all’organo, ascoltando la “Toccata e Fuga in Re minore”, di Bach. Mia madre aveva comprato una tastiera “Bontempi”, per fare in modo che mi innamorassi della musica, nonostante avessi già un pianoforte verticale. Ho scoperto il timbro dell’organo: una vera e propria folgorazione mi ha portato ad affinare la mia percezione uditiva, mentre imparavo a orecchio tale brano. Ho voluto fare, di questo, la mia vita. Due anni dopo mi sono iscritto al Conservatorio “Verdi” di Milano ad organo (diplomato nel 2007) e, nei due anni successivi, a pianoforte (diplomato nel 2009) e composizione (diplomato nel 2010). Negli ultimi 3 anni di conservatorio, ho affrontato la direzione d’orchestra. Ho condotto questo percorso, contemporaneamente, fino al conseguimento dei diplomi.

  • Quali musiche hai inciso, come CD?

Diversi.

Quelli di cui vado più fiero sono per l’etichetta “Da Vinci Publishing” con le integrali di Beethoven per violoncello e pianoforte (con Matilda Colliard) e per violino e pianoforte (con Yulia Berinskaya). Sempre per la stessa etichetta vado fiero della registrazione di diversi “Lieder” di Franz Liszt con la cantante Monika Lukacs. Altri progetti stanno per essere pubblicati, come l’integrale di Georg Goltermann per violoncello e pianoforte e le Sonate di Brahms sempre per violoncello e pianoforte con Cosimo Carovani. Con Luca Ciammarughi abbiamo anche inciso il 1° Volume per una potenziale integrale a 4 mani di Schubert.

  • Cosa provi quando dirigi? E davanti a un pianoforte?

Davanti al pianoforte, è come uno specchio: ciò che penso, lo vedo in quei tasti: è uno strumento che mi permette di sentirmi libero e di enfatizzare una parte interiore che sarebbe, di per sé, nascosta. Ciò mi consente di darmi anche una forma di controllo: è un modo per canalizzare le mie energie nella maniera giusta, bilanciata, senza dispersioni.

Mentre dirigo, provo grande entusiasmo e senso di far parte di un organismo musicale, basato su interazioni tra musicisti. Come se riuscissi a tracciare e vedere un “filo” di energia che si instaura tra le persone: una sorta di amalgama di connessioni.

  • Parlaci di “ClassicaViva” e del tuo ruolo di direttore artistico.

“ClassicaViva” è stata concepita a inizio anni 2000, come associazione, da mia madre, per aiutare i giovani musicisti, talenti nascenti. È nata insieme a me e agli studenti compagni e appassionati di Conservatorio. È diventata un network su Internet, che ha aperto uno studio di registrazione e una casa discografica ed editrice. A partire da qui, ha visto la luce un’orchestra sinfonica di cui io sono direttore principale.

Come direttore artistico, si tratta di organizzare concerti, gestire i contatti con svariati organizzatori, fare da tecnico del suono nello studio di registrazione, gestire amministrativamente il tutto. Mia madre aveva una sua azienda informatica, “New Problem Solving Srl” e, amando molto la musica, ha creato questa divisione editoriale.

Stefano Chiesa

News Reporter
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