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DE TE FABULA NARRATUR
Una delle esperienze filosofiche più belle è quella di leggere o rileggere un testo filosofico e d’improvviso rendersi conto che sta parlando di te.
Leggendo Platone capiamo che il sofista è in noi quando inventiamo argomenti per convincere o convincerci di tesi che ci fanno comodo, quando crediamo di sapere e invece ignoriamo, quando sui media parliamo di tutti facendo finta di sapere.
Il sofista è la parodia del filosofo, è colui che argomenta senza distinguere fra il vero e il falso, colui che crea immagini e non rappresentazioni.
Ma per cogliere l’essenza del sofista dobbiamo dire ciò che non è, cioè dobbiamo affermare che il falso c’è, cioè quello creato dal sofista. E questo è molto difficile, perché si rischia la contraddizione.
Ma anche l’essere è molto difficile. È solo ciò che possiamo manipolare, come dicono i figli della terra (empiristi radicali)? No, ci sono più cose. Allora forse è tutto ciò che può agire o subire (realismo scientifico). Ma i platonici duri e puri, gli amici delle forme, direbbero che l’essere è anche senza movimento in potenza. E qui cominciano i paradossi. L’essere è uno, ma allora sono due, l’essere e il nome “essere”!
Insomma dobbiamo continuare nella favola di tutti questi discorsi sull’essere, credendo che nel dire che l’essere è ci sia chissà quale sapienza (Heidegger, Severino), oppure accettare che le cose sono più complicate, cioè che il non essere assume tante forme diverse quante quelle di come le cose sono?
Dunque si può dire il non essere. E l’essenza del sofista è proprio questa, colui che attribuisce essere a ciò che non è, cioè colui che fa apparire il falso come se fosse vero.

News Reporter
Davide Orlandi (Mede, 15/07/1992), sono un insegnante di Filosofia e storia, materie letterarie e linguistiche negli istituti medi e superiori. Ho cinque lauree e attualmente sono dottorando in Filosofia presso l'Università di Granada. Dal mese di Maggio 2017 collaboro con il portale di filosofia “Pensiero Filosofico”. Sono volontario soccorritore e centralinista della Croce Azzurra Robbiese. Donatore sangue, volontario e consigliere dell'Avis comunale di Robbio. Volontario dell’associazione robbiese “I Live Panta Rei”, associazione che si batte per gli ultimi e per combattere ogni forma di discriminazione sociale. Corrispondente per il settimanale d'informazione “Il Corriere Eusebiano”, con sede a Vercelli (VC). Dal 2022 collaboro con il Giornale letterario. Membro del comitato di redazione della Rivista di filosofia e scienze umane "Le voci di Sophia". Ho vinto innumerevoli concorsi letterari nazionali e internazionali, sia a carattere poetico-aforistico che filosofico. Con Aracne ho pubblicato i seguenti libri: Cartesio e Bourdin. Le settime obiezioni (2016); Linguaggio e forme di vita. Saggio su Ludwig Wittgenstein (2017); Diego Marconi e la sua competenza lessicale. Un'analisi critica (2019). Interpretazioni di interpretazioni. Indagine sul prospettivismo nietzschiano, Youcanprint Editore, 2020; Come guarire dai social network attraverso due romanzi, Youcanprint Editore, 2021; Quel pazzo di Nietzsche. Come leggere la nostra vita e quelle altrui, AbelBooks, 2022; L'occasione del cambiamento, Youcanprint Editore, 2022. Ho collaborato con varie personalità di spicco del panorama culturale italiano e straniero come Mogol, Alfredo Rapetti Mogol (Cheope), Vittorio Sgarbi, Francesco Gazzè, Alessandro Quasimodo, Cosimo Damiano Damato, Hafez Haidar, Francesco Baccini, Tomaso Kemeny, Dato Magradze, Nunu Geladze, Reddad Cherrati, Franco Arminio e molti altri. Nel 2021 sono stato nominato “Uomo Illuminato” dagli Stati Generali delle Donne.
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