“Mano nera” di Frediano Sessi, Editori Marsilio.
(Rossella Paolini).
Una storia che non troverete sui libri di scuola, voci lontane dalla memoria collettiva che ci restituiscono un dovere morale e civile ben preciso: ricordare!
Sessi intreccia con rigore documentario e sensibilità narrativa due storie parallele: da un lato, gli esperimenti medici condotti dal virologo nazista Eugen Haagen nei lager di Schirmeck e Natzweiler; dall’altro, la resistenza coraggiosa di un gruppo di adolescenti alsaziani che, sotto il nome di “Mano nera” e guidati da un eroico Marcel Weinum, scelsero consapevolmente di opporsi al regime hitleriano, spinti da un ardente desiderio di preservare i valori libertari. Con rara audacia, il gruppo di imberbi “in calzoni corti” si adoperò non solo in azioni di propaganda contro gli occupanti tedeschi, attraverso la diffusione di volantini e manifesti antinazisti, ma si specializzò in veri e propri atti di sabotaggio, tranciando i cavi delle comunicazioni e manomettendo moto e auto degli ufficiali tedeschi.
Il prezzo da pagare fu altissimo: molti membri della “Mano nera” furono arrestati, deportati e uccisi nei lager. Marcel Weinum fu condannato a morte e decapitato a 17 anni. Durante il processo, all’accusa di aver attentato alla vita di un alto esponente nazista, il detenuto rispose: “…noi non volevamo uccidere!”.
Un libro necessario, da leggere soprattutto ai ragazzi, un’esortazione accorata e colma di speranza, affinché le vicende di questi martiri non si disperdano “nella polvere della storia”.

