LA MITE di Fedor Dostoevskij

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LA MITE

Racconto fantastico

“Dicono che il sole ravviva l’universo. Il sole si leverà e- guardatelo, non è forse un cadavere? Tutto è morto, è dappertutto cadaveri. Soltanto uomini, è intorno a loro il silenzio- questa è la terra! “Uomini, amatevi l’un l’altro” – chi è stato a dirlo? Di chi è questo precetto? È il pendolo batte, insensibile, odioso. Le due di notte. Le sue scarpine stanno accanto al letto, sembra che la aspettino…No, sul serio, che sarà di me quando domani la porteranno via?”

Un uomo di quarantuno anni, ex capitano cacciato da un illustre reggimento con l’accusa di viltà e ora titolare di un banco di pegni, non è un giusto, ma nemmeno un criminale. Ha rabbia, quella che prova l’individuo rifiutato dalla società. Si è innamorato e sposato la Mite, torturandola poi con il silenzio, un silenzio severo. Tutto il libro è un monologo di lui, cercando di capire perché lei si è tolta la vita.
Dostoevskij, un maestro come sempre nel dipingere la psicologia del protagonista, e facendo sentire il lettore come un pubblico che assiste al suo delirio. Leggere Dostoevskij per me è sempre un viaggio assurdo dentro la psiche umana. Un genio.

News Reporter
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